22 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Settembre 2021 alle 14:59:00

Cronaca

Prima legalità e trasparenza


TARANTO – Trasparenza, legalità, competenza amministrativa e proposte concrete per la città. Sono questi i cardini attorno ai quali ruota il programma elettorale del candidato sindaco Dante Capriulo. L’ex assessore comunale al Bilancio, per la sua corsa a Palazzo di Città, potrà contare sull’apporto del Movimento Jonico per la Legalità, del Partito della Rifondazione Comunista e sulla sua lista Noi Democratici. La sua investitura è stata sancita dalla primarie, una consultazione dalla quale si sono defilati via via tutti i maggiori partiti del centrosinistra. Stasera, in piazza Immacolata dalle 18.30 alle 20 si terrà la manifestazione elettorale della coalizione “Con Dante Capriulo sindaco”.

Nella nostra intervista Dante Capriulo risponde ad ampio raggio: dal rapporto burrascoso con il sindaco uscente Ippazio Stefàno ai conflitti con il Partito democratico. Il tutto senza tralasciare le tematiche di più stretta attualità: occupazione, ambiente ed emergenza abitativa. Nel corso di una nostra recente intervista il sindaco Stefàno, in riferimento all’assegnazione degli immobili comunali, ha dichiarato che lei è un bugiardo. Vuole fornirci il suo punto di vista in merito alla questione che attiene l’emergenza abitativa? “Personalmente ho una modalità molto differente di affrontare la vita amministrativa rispetto al sindaco uscente. Per me la legalità viene prima di tutto. Una circostanza non riscontrabile nell’operato di Stefàno. Ad esempio sulla gestione del patrimonio comunale mi ero impegnato a fare un bando di gara per l’assegnazione delle case che avesse dei criteri ben definiti. L’obiettivo era quello di far partecipare tutti i cittadini che ne avessero diritto. Lui però ha preferito una assegnazione fatta da Palazzo di Città, con criteri che a tutt’oggi sono sconosciuti. A questo punto il sindaco dovrebbe dire alla città con quali criteri ha proceduto all’assegnazione temporanea e d’urgenza. Non si può scegliere a seconda della simpatia o magari chi è più vicino a Palazzo di Città”. Cosa rappresenta per lei, attualmente, il Partito democratico? “Il Pd a Taranto è lo specchio della crisi generale che pervade i partiti. Una forza politica che si contraddice rispetto al suo stesso statuto e che si fa imporre le scelte dall’alto, che non fa più politica. In questo momento sono fuori dal partito. Mi sento lontano anni luce dallo spettacolo offerto dal Pd locale nel corso degli ultimi mesi. Bisogna cambiare radicalmente rotta e dirigenti”. Su cosa rivolgerà la sua attenzione in caso di elezione? “Governare una città da 193mila abitanti è un lavoro che giudicare complesso è dire poco. Quindi serve competenza e capacità, ed anche ascolto e dialogo con tutti”. Chiaro ma quali saranno le sue priorità per cercare di risollevare le sorti della città e dei tarantini? “Ovviamente sarà mia premura affrontare senza piegarsi ai poteri forti l’emergenza ambientale, creando, al contempo, le condizioni necessarie per tutelare l’occupazione e crearne di nuova con sviluppo alternativo. Punteremo la nostra attenzione sulla qualità della vita in città che sia davvero degna di una città dell’Europa; stop alla espansione della città ed attenzione alle periferie (che vanno dotate dei servizi primari ancora mancanti)”. E possibile coniugare le problematiche attinenti l’ambiente con la salvaguardia occupazionale? “Certo. Noi ad esempio abbiamo proposto la “terza via”, il “modello Taranto” capace di fermare il nuovo inquinamento senza pensare di chiudere le fabbriche. Piuttosto “inviteremo senza indugio” la grande industria di migliorare le condizioni di lavoro e di puntare sugli investimenti privati che migliorano di molto l’aspetto ambientale. Questa “terza via” permetterà anche di chiedere allo Stato i soldi per le bonifiche, visto che in molti casi ad inquinare sono state le aziende pubbliche (siderurgia pubblica, raffineria, Forze Armate). Uno sviluppo alternativo è possibile anche intercettando tutti i finanziamenti comunitari; a tal proposito bisognerà intercettare quelle rimanenti del piano 2007-2013 ed iniziare a lavorare sul piano di investimenti 2014-2020, non possiamo perdere questa occasione”. E’ possibile approntare questo tipo di strategia alla luce della penuria di risorse a disposizione delle casse comunali? “Un ragionamento di questo tipo potrà essere affrontato soltanto non chiudendo la procedura di dissesto”. Sì, ma la proroga del Ministero scade a giugno. Quindi nel giro di un paio di mesi l’Osl dovrà stilare il piano di estinzione. “Infatti, noi chiediamo di non chiudere quella procedura: in caso contrario, quei 300milioni di debiti rientrerebbero nel bilancio del Comune e si scaricherebbero sui cittadini e sulle imprese con nuove tasse. Mi sento di affermare che il Comune ha avuto un vantaggio nel dichiarare il dissesto nel 2006. Che nel futuro la situazione potrebbe non essere rosea lo dimostra che l’amministrazione uscente non ha approvato il bilancio del 2012, non dicendo prima delle elezioni ai cittadini cosa vuole fare. Considerando che quest’anno ci saranno pesanti tagli agli Enti locali, bisognerà, capire in che percentuale sarà applicata l’Imu. Noi faremo di tutto per tenerla al minimo possibile. Mentre Una chiusura della procedura avrebbe ripercussioni su ogni settore dell’Amministrazione”. Come intervenire, invece, per dare vigore alle partecipate? “L’Amiu e l’Amat vanno completamente rifondate, sia per quanto riguarda la gestione, sia per ciò che attiene il servizio reso ai cittadini. In caso di elezione a sindaco romperò i vecchi schemi dei carrozzoni politici: nominerò un Cda giovane e preparato. Le aziende partecipate dovranno rispondere trimestralmente ai cittadini del servizio reso, altrimenti si cambia”. Lei ha da sempre richiamato l’attenzione su legalità e trasparenza. Cosa vuol dire, in una città come Taranto, operare tenendo bene a mente questi principi? “A legalità e trasparenza, aggiungerei anche competenza Amministrativa e visione del futuro. I cittadini e le imprese devono essere soddisfatti dei servizi che rende il comune: vigile per strada, permessi rilasciati in tempi rapidi, commercio funzionante, interventi sui lavori pubblici rapidi, cura del verde e delle piazze, appalti trasparenti, consulenze a rotazione e non sempre agli amici, etc. etc” Quali caratteristiche deve necessariamente avere un sindaco? “Un sindaco non può comportarsi come il “padreterno”, anzi deve coinvolgere i cittadini, così come i cittadini devono partecipare alla vita politica ed alle scelte dell’Amministrazione. Mai più l’uomo solo al comando”.

Fabio Mancini

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