Cronaca

Usura, abbreviato per Caputo


TARANTO – “La nostra banca”, lo definivano in una telefonata intercettata dai militari della Guardia di Finanza due delle sue vittime, prima che per Luciano Caputo scattasse l’arresto per usura. Oggi, davanti al gup, Caputo ha scelto il processo con lo sconto: rito abbreviato condizionato all’audizione testimoni è stata la richiesta del suo legale, avvocato Salvatore Maggio. Richiesta accolta, e udienza fissata tra poco più di un mese. Un nome noto, in città, quello di Caputo. Notissimo a Talsano, dove ha sede la sua azienda casearia, ed allo stadio, dove lo si vedeva ogni domenica, perche titolare – sulla carta – della licenza dei bar all’interno dello Iacovone.

Una qualifica, per così dire, che lo ha portato nell’iscrizione del registro degli indagati a piede libero nell’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia che ha decapitato il clan Scarci, “Octpus”. In occasione del suo arresto, i finanzieri hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip Tommassino, su richiesta del pubblico ministero Cannarile. Caputo viene definito “soggetto dedito all’usura ed all’attività finanziaria abusiva ai danni di numerosi imprenditori della provincia jonica”, e sono almeno sette gli imprenditori caduti nella rete del 52enne tarantino. Caputo avrebbe prestato soldi a strozzo ed effettuato operazioni di ‘sconto’ di assegni, in favore di imprenditori in grave stato di bisogno, ai quali era stato già precluso l’accesso al credito legale. Per questo, oltre alla contestazione di usura, nei suoi confronti c’è quella di esercizio abusivo dell’attività finanziaria. Gli stessi militari della Finanza, in una occasione, hanno accertato che per effettuare un’operazione di finanziamento di una somma di 2.000 euro sono stati pattuiti interessi con un tasso del 225% annuo. Nell’inchiesta che ha portato all’arresto di Caputo, hanno avuto un ruolo chiave le intecettazioni, telefoniche ed ambientali, dalle quali sarebbero emerse le numerose operazione di finanziamento gestite dall’indagato, oltre alla testimonianza-chiave di una delle sue vittime.

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