31 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 31 Luglio 2021 alle 12:58:00

Cronaca

Nardoni gela Stefàno: “Rischiate di perdere i fondi per la città”

L’appello dell’assessore regionale “tarantino” al Sindaco


“Convocate le parti sociali e avviate i protocolli di intesa per i cantieri di cittadinanza e il lavoro minimo di cittadinanza. Taranto rischia di rimanere fuori dalla ripartizione dei fondi sui progetti in questione”.

Questo l’appello che l’assessore regionale “tarantino”, Fabrizio Nardoni, rivolge al sindaco di Taranto Ippazio Stefàno ed al presidente della Provincia, Martino Tamburrano. Un attacco, quello daell’assessore vendoliano, che arriva all’indomani delle primarie e soprattutto dopo il sostegno del primo cittadino tarantino alla candidatura di Michele Emiliano.

“Leggo con non poca apprensione del richiamo del sindaco di Taranto al mondo dell’impresa e alle banche locali per far fronte alla difficile situazione che vivono molte famiglie tarantine. Come se la povertà, la disoccupazione e il disagio sociale della nostra terra fossero in condizioni di emergenza solo in prossimità del Natale. E come se il mondo dell’impresa, già in ginocchio, potesse fornire qualche risposta – spiega Nardoni. Di fronte alle casse comunali in sofferenza è vero c’è da stare in ansia e molto preoccupati, e non solo per l’impossibilità di fornire assegni di sussistenza, e  comprendo, pertanto, lo scoramento del primo cittadino, che però di fronte a tutto ciò avrebbe dovuto reagire al senso di frustrazione aguzzando l’ingegno e predisponendo con lucidità e senso di responsabilità tutti gli strumenti utili per affrontare questa emergenza occupazionale e sociale. Mi riferisco agli interventi approvati in Giunta regionale sui cantieri di cittadinanza, destinati a disoccupati di lungo corso, e alle misure sul lavoro minimo di cittadinanza, per uomini e donne in cassa integrazione o mobilità, anche in deroga. In quelle misure c’è una piccola rivoluzione del welfare che mette nelle condizioni le amministrazioni comunali di non fare più spallucce di fronte al lavoro che non c’è”.

 

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