Cronaca

Sviluppo, le idee sono…servite. Arriva l’aperitour

I giovani imprenditori di Confcommercio lanciano un ciclo di incontri in luoghi non convenzionali per scambiarsi esperienze e fissare obiettivi comuni


I giovani imprenditori tarantini hanno “Sete.di.idee”. Si chiama così il progetto che ha scelto una formula innovativa, quella dell’aperitivo per ‘intavolare’ il discorso sullo sviluppo del territorio. Il primo appuntamento con l’Aperitour è in agenda per venerdì prossimo, 5 dicembre, presso il Cactus Hub alle ore 20.30 (in via Anfiteatro 226). E le idee sono…servite.

“Sete.di. idee” è un progetto dei Giovani Imprenditori di Confcommercio Taranto. La formula,  l’aperitour, è quella degli incontri con aperitivo, in luoghi non convenzionali (aziende, studi professionali, circoli culturali, pub, etc.) , tra  giovani imprenditori del commercio, dei servizi e del terziario, finalizzati a scambiarsi informazioni ed idee, conoscersi, mettersi in rete.

Il format viene adottato per la prima volta al Sud dagli imprenditori under 40 di Confcommercio Taranto.

In calendario  le prime due  tappe dell’aperitour, il 5 dicembre a Taranto e il 23 gennaio a Massafra, ma l’idea è di organizzare altri incontri tra Taranto e provincia con  giovani imprenditori delle realtà locali. Agli incontri, è prevista la contemporanea presenza di tecnici di Confcom¬mercio che daranno informazioni agli intervenuti sui servizi e le possibilità che l’associazione mette loro a disposizione riguardo alle  tematiche del credito, della creazione d’impresa, i bandi e le  opportunità in corso.

“Lo spirito del progetto – sottolinea Salvatore Cafiero, presidente dei Giovani Imprenditori di Confcommercio Taranto – è di promuovere il principio dell’intrapresa e della realizzazione lavorativa propria e degli altri, in un territorio quale quello della provincia jonica da sempre caratterizzato dall’obiettivo del posto fisso”.

“Andremo a ricercare nella nostra provincia – afferma Gianluca Tagliente, responsabile tecnico del Progetto-  le storie di giovani che in questi anni, negli anni della crisi hanno deciso di prendere in mano le proprie vite, alcuni per tradizione di famiglia, altri perché stimolati da una spinta interiore di riscatto e di rivincita, altri perché folgorati da un’idea e dall’aver riconosciuto in quell’idea, una possibilità per sè e per gli altri”.

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