27 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 26 Novembre 2020 alle 15:39:01

Cronaca

Matteo Renzi: Un “New Deal” per l’Ilva

In parlamento il “piano” del premier per dare un futuro allo stabilimento. I lavoratori dell’acciaieria ionica sempre divisi tra speranza ed apprensione


Il piano Renzi in Parlamento. Mentre alla Camera il presidente del Consiglio illustra il suo new deal per l’Ilva, in fabbrica si vive tra apprensione e speranza. “Non siamo più disposti a barattare il lavoro con la salute e deve essere chiaro a tutti che senza il mantenimento della produzione non ci sarà nessuna riconversione e/o bonifica del territorio” scrive un gruppo di lavoratori del reparto Ofe-Mac (Officine meccaniche) in una missiva che è stata letta ieri nel corso dell’assemblea dei lavoratori Ilva e poi consegnata al segretario generale della Cgil Camusso. “Noi non siamo per contrapporre salute e lavoro – scrivono i lavoratori – riteniamo anzi che senza Ilva ci sarebbe la desertificazione di un territorio, già fortemente messo in discussione da una disoccupazione dilagante, e anche possibili ripercussioni negative sul versante delle bonifiche. I lavoratori dell’Ilva si pongono l’obbiettivo di essere protagonisti di un reale cambiamento dentro e fuori la fabbrica”.

Da Genova rimbalzano voci di un possibile slittamento del premio di produzione (tutto ok invece per stipendi e tredicesime), da Bruxelles si conferma “l’interesse” per l’Ilva, con la deputata europea del Lussemburgo Mady Delvaux-Steheres che ha presentato una interrogazione scritta alla Commissione Europea su sollecitazione di Peacelink. L’associazione chiede che la Commissione verifichi “perchè le autorità italiane non abbiano ancora informato la popolazione sulla situazione sanitaria in corso a Taranto e – precisano in una nota Alessandro Marescotti, Antonia Battaglia e Luciano Manna – quali siano le conseguenze delle emissioni visibili dei giorni scorsi e delle misurazioni di Ipa cancerogeni effettuate da Peacelink”. In particolare, la Commissione dovrebbe indagare “su quali sono le azioni in difesa della salute pubblica intraprese dalle autorità italiane al momento presente e quali siano i valori riportati dai monitoraggi ambientali in merito alle vistose emissioni e alle altre criticità ambientali”. Altro fronte, infine, quello delle discariche. “Abbiamo fatto un sopralluogo per vedere alcune delle discariche Ilva. Ci sono delle autorizzazioni in corso e non sarà indifferente vedere se queste autorizzazioni andranno in fondo o meno: è importante non solo da un punto di vista ambientale ma anche da un punto di vista economico”.

Lo ha detto Alessandro Bratti (Pd), presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite collegate al ciclo dei rifiuti, a conclusione della due giorni di visita a Taranto.

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