23 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Settembre 2021 alle 21:06:00

Cronaca

Trasloco delle cozze. Ora spunta anche la grana dei costi


TARANTO – C’è l’intesa con il Comune su come procedere al trasferimento in mar Grande. E c’è anche una notizia che conforta: il seme che si trova nel primo seno di mar Piccolo non è ancora arrivato completamente alla maturazione. Ma a far pensare che più di qualcuno, tra i mitilicoltori colpiti la scorsa estate dall’emergenza inquinamento, potrebbe rinunciare e non fare domanda per portare gli allevamenti nelle acque di fronte al lungomare ci sono le spese da sostenere che, unite ai punti interrogativi sulla produttività delle nuove aree, potrebbero costituire un freno alla decisione di traslocare.

E’ lo scenario che si apre all’indomani dell’incontro che ha visto a confronto il comandante Michele Matichecchia, in qualità di dirigente delle attività produttive, con le organizzazioni di categoria. “Ieri si è decisa la metodologia da seguire per il trasferimento. E abbiamo firmato l’intesa con il Comune. Da oggi parte il bando: dieci giorni per presentare le richieste di trasferimento” riassume Mimmo D’Andria, rappresentante della categoria di Confcommercio. Finora sono solo cinque le istanze presentate da altrettanti mitilicoltori. Domande che vanno adeguate ai criteri fissati dalla determina dirigenziale. Una corsa contro il tempo, per evitare che il novellame diventi maturo rischiando di assorbire sostanze inquinanti. “Finora il seme non è arrivato completamente alla maturazione ed è sano” fa sapere D’Andria e “ci conforta anche il fatto che le ultime analisi avrebbero detto, anche se attendiamo una comunicazione ufficiale da parte della Asl, che finora non c’è pericolo di inquinamento per il novellame. Questo ci incoraggia parecchio”. Ma ci sono anche le note dolenti. “Gli operatori interessati al trasferimento sarebbero all’incirca 35, ma non sappiamo se tutti chiederanno di essere autorizzati a spostarsi in mar Grande. Ci sono infatti costi da sostenere. E sono elevati. Parliamo di parecchi soldi. Perché si tratta di lasciare, per chi lo vorrà, l’impianto vecchio nel primo seno di mar Piccolo per la captazione del seme”. In mar Grande vanno sistemati i filari delle cozze, non ci saranno i pali. “Bisogna fare tutto, sistemare i galleggianti e sostenere le spese di trasporto”. A questo si aggiunge l’incognita qualità e il fattore tempo: “Altro aspetto che può scoraggiare gli operatori è il fatto che le concessioni sono annuali, rinnovabili per un altro anno. E, da quel che ci risulta, comunque la Marina ha concesso le aree in mar Grande per due anni, dopodiché toccherà smontare tutto di nuovo. Una volta spostato il novellame in mar Grande, ci vorranno sei mesi per la riclassificazione delle acque. Nel frattempo arriveremo a ottobre – novembre, per capire se si fa produzione e qualità. Ma a quel punto a chi lo vendiamo il prodotto, visto che saremo fuori stagione?”. Un enigma che potrebbe complicare ancora di più una vicenda che finora si è mostrata disseminata di ostacoli. I 369mila mq di mar Grande verranno divisi anche in base all’anzianità delle concessioni: chi è già in regola si vedrà assegnare postazioni dimezzate rispetto alle attuali mentre, a scalare, le aree saranno ridotte, rispetto agli spazi di mar Piccolo, fino al 25%.

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