Cronaca

De Cataldis dietro la lezione a colpi di pistola


TARANTO – E’ stato preso dalla polizia il presunto autore del ferimento, a colpi di pistola, del trentaduenne Andrea Di Carlo, avvenuto a Tramontone nel luglio del 2011. Gli agenti della Squadra Mobile hanno notificato una ordinanza di custodia cautelare al trentasettenne Walter De Cataldis, persona di spicco della mala locale, attualmente in carcere dopo un periodo di latitanza in Spagna, per un’altra sparatoria. Secondo gli investigatori diretti dal dottor Giuseppe Roberto Pititto alla base della “gambizzazione” ci sarebbero contrasti per il controllo sul traffico di droga nel quartiere Tramontone.

De Cataldis incastrato da intercettazioni telefoniche e ambientali ma anche da una perizia balistica sulla pistola, una calibro 9, utilizzata per l’agguato avvenuto in via Mediterraneo, a Tramontone. Nella tarda mattinata dell’11 luglio Andrea Di Carlo era stato gambizzato in via Mediterraneo, mentre si trovava nei pressi dei alcuni campetti di calcio. L’agguato compiuto da due persone che erano in sella ad una moto. Secondo gli investigatori della Mobile sarebbe stato De Cataldis a sparare il colpo di pistola che ha centrato al piede sinistro Andrea Di Carlo. Quest’ultimo era stato subito soccorso e trasportato all’ospedale “SS. Annunziata” dagli operatori del 118. Era stato poi ricoverato nel reparto di ortopedia con una prognosi di un mese. Gli agenti in borghese della Questura dopo il ferimento avevano messo sotto osservazione alcune persone già note alle forze dell’ordine, tra le quali De Cataldis. Qualche giorno dopo nell’ambito di indagini su un’altra sparatoria, con due feriti, avvenuta nel rione Salinella, i carabinieri erano andati a casa di De Cataldis ma quest’ultimo aveva esploso alcuni colpi di pistola per coprirsi la fuga. Da quella sera era divenuto uccel di bosco. Nei suoi confronti era stata spiccata una ordinanza di custodia cautelare per resistenza a pubblico ufficiale, detenzione e porto illegale di pistola e spari in luogo pubblico . Walter De Cataldis, però, si era reso irreperibile. A fine settembre la svolta nelle indagini condotte dalla Squadra Mobile tarantina per assicurarlo alla giustizia. Il giovane, infatti, era finito nella rete in una località turistica di Lloret de Mar, nella provincia spagnola di Girona, dopo una latitanza di oltre due mesi. Era stato rintracciato e bloccato dalla polizia spagnola su indicazione della Squadra Mobile della Questura di via Palatucci. De Cataldis, destinatario di una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice delle indagini preliminari del Tribunale jonico, era fortemente indiziato di aver esploso il 14 luglio in via Ancona, sotto la sua abitazione, cinque colpi di pistola per non cadere nella trappola tesa dalle forze dell’ordine. Era riuscito a dileguarsi e si era reso irreperibile, fino a settembre, quando era stato arrestato in Spagna. Si nascondeva nella località iberica dopo aver girovagato per un mese in Italia. A ottobre era stato estradato in Italia. Ora nei suoi confronti il giudice delle indagini preliminari presso il Tribunale di Taranto ha messo un provvedimento restrittivo per il ferimento avvenuto a Tramontone nel luglio scorso. Secondo l’accusa Walter De Cataldis avrebbe utilizzato la stessa pistola la sera in cui sfuggì ai carabinieri e il giorno in cui avrebbe gambizzato Di Carlo. Per quest’ultimo agguato risponde d tentativo di omicidio, detenzione e porto illegale di arma da guerra e spari in luogo pubblico. Gli investigatori della Squadra Mobile proseguono nelle indagini per identificare il secondo uomo della sparatoria avvenuta l’11 luglio in via Mediterraneo, a Tramontone.

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