25 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 25 Ottobre 2021 alle 11:57:00

Cronaca

“L’indotto Ilva è allo stremo. Intervenga la Regione”

Ordine del giorno in Consiglio regionale


“Un ordine del giorno sul futuro dell’Ilva, da discutere in Consiglio regionale, è stato presentato dal gruppo dei consiglieri regionali Udc”.

A darne notizia è stato il consigliere Euprepio Curto, a parere del quale “non è possibile che il Consiglio regionale della Puglia sia escluso dal dibattito politico in corso proprio mentre sull’Ilva si stanno indirizzando scelte strategiche dalle quali dipenderà in gran parte non solo il futuro del territorio pugliese ma anche la tenuta del sistema industriale italiano”.

“Insieme col capogruppo Salvatore Negro e col collega Giuseppe Longo – ha proseguito Curto – abbiamo individuato alcuni punti che riteniamo assolutamente qualificanti della nostra proposta, rispetto ai quali l’interlocuzione col governo nazionale dovrà essere puntuale: quale tipo di politica industriale per il settore siderurgico, i rischi di una ipotesi di ‘nazionalizzazione a tempo’, le modalità d’intervento della Cassa Depositi e Prestiti attraverso il Fondo Strategico Nazionale, i requisiti degli eventuali partner privati (auspicabil-mente nazionali). Per finire con gli interventi doverosi ed urgenti in tema di ambientalizzazione e bonifiche, così da collegare il risanamento e il rilancio dell’industria con i diritti dei lavoratori e dei cittadini a condizioni di lavoro idonee a tutelare la salute dei primi, e la salvaguardia ambientale, quale dovere istituzionale volto alla tutela dei secondi”.

“Ma un altro grande ed urgentissimo problema emerge dall’ordine del giorno – ha aggiunto l’esponente Udc – ovverosia, non c’è giorno che io, il capogruppo Negro e il collega Longo non riceviamo gli appelli accorati delle aziende dell’indotto Ilva, ormai in condizioni comatose a causa dei ritardi nei pagamenti da parte del colosso siderurgico in conseguenza dei noti fatti. Non solo, infatti, migliaia di lavoratori (il numero è stimato in non meno di 4.000 unità) dell’indotto non ricevono lo stipendio da mesi, ma ormai le banche stanno chiudendo i conti delle loro aziende. Come dire che, ove non si dovessero adottare con estrema urgenza misure idonee, da qui a poco ci si troverebbe di fronte ad una vera e propria desertificazione di un sistema di piccole e medie imprese che, invece, va salvaguardato. Ed è proprio per questo motivo – ha concluso Curto – che il capogruppo Negro sta predisponendo una serie di iniziative miranti ad una interlocuzione diretta col Governo nazionale, al fine di sanare una situazione altrimenti ingovernabile”.

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