21 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Settembre 2021 alle 06:50:00

Cronaca

Sei tarantino? In aeroporto non puoi entrare


TARANTO – Aeroporto del Salento “negato”: ed è una nuova battaglia per i tassisti tarantini alle prese con quella che non hanno timore a definire l’ennesima forma di discriminazione nei loro confronti. Archiviato, con successo, il ricorso che ha permesso loro di lavorare negli aeroporti della regione senza incorrere in pesanti sanzioni, ora è l’accesso negato alle corsie riservate a rappresentare un ostacolo alla loro attività. Capita infatti che a Brindisi da meno di una settimana a questa parte si siano organizzate delle corsie riservate, nel vero senso della parola, a taxi e bus.

Ma gli spazi sono ad esclusivo appannaggio dei titolari di licenza brindisini. L’area è delimitata da una sbarra automatica, invalicabile se non hai il codice d’accesso che, appunto, viene rilasciato solo ai tassisti del posto. Senza codice non si passa. “Aeroporti di Puglia, o chi gestisce il servizio, fa una vera e propria discriminazione nei nostri confronti” sbotta Maurizio Smaltini, presidente dell’Uritaxi regionale e tarantina. “Non a caso lo scalo di Brindisi si chiama Aeroporto del Salento, così come quello barese, Aeroporto di Puglia. Gli aeroporti non sono della città che li ospita, ma di tutta la regione. Invece noi tassisti tarantini (in totale una cinquantina, ndr) siamo costretti a scaricare e riprendere i passeggeri all’aeroporto di Brindisi in una zona ben distante dall’ingresso, con mille difficoltà immaginabili in presenza di bagagli pesanti, o famiglie con bambini e passeggini al seguito”. Il rappresentante della categoria spiega come, avendo l’accesso negato all’area “super riservata” i taxi tarantini debbano parcheggiare (quando e se si trova posto) nell’area destinata ai privati. E il tutto ha anche un costo. “Come per gli altri aeroporti, ci viene concesso un quarto d’ora di tolleranza, sempre nella zona parcheggio dei passeggeri, tempo che può bastare quando si accompagnano i viaggiatori in aeroporto, non quando li vai a prendere. Superati i quindici minuti, per restare nell’area parcheggio, devi pagare due euro”. Un trattamento che viene contestato: “Siamo costretti a scaricare le persone a distanza. Nei periodi di ferie, poi, non è neanche detto che lo trovi un posto. Dopo i baresi, ci facciamo dare uno schiaffo in faccia anche dai brindisini”. Uritaxi suona la sveglia ai politici locali e regionali.

Anna Fornaro

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