Cronaca

Sulla Taranto-Bari raddoppiano le “lucciole”

Il dato è emerso grazie al progetto denominato “Le città invisibili”. E’ allarme. Le prostitute sono spesso vittime di violenze e di rapine


Raddoppia la prostituzione sulla statale 100. Lucciole dell’Est ma anche nigeriane.

E proprio nei giorni scorsi i carabinieri della Compagnia di Massafra hanno arrestato una prostituta nigeriana per estorsione.

Il dato è emerso grazie al progetto della Regione Puglia “Le Città invisibili” presentato dall’assessore alla Legalità, Guglielmo Minervini e da alcuni operatori delle cooperative sociali. Sulla tratta per sfruttamento sessuale gli operatori hanno spiegato che, “nel sud-est barese e in direzione Taranto la prostituzione è in netto aumento.

“Abbiamo incontrato – hanno sottolineato –187 nuove persone, con la nostra unità di strada, in prevalenza rumene. Decine i contatti con nuove vittime di sfruttamento sessuale.Anche  donne colombiane, con più di 40 anni, che stanno in Puglia al massimo per  due settimane e che lavorano per mantenere la famiglia nel paese d’origine.
Le prostitute- hanno spiegato- sono esposte a molti rischi, spesso vittime di violenze e rapine: una romena 22enne è stata rapinata 4 volte in una settimana. E pagano, se lavorano in casa, 300 euro al giorno allo sfruttatore, 150 se lavorano in strada. Spesso – hanno concluso – lavorano anche se incinte al settimo mese o il giorno dopo aver abortito. Sono molte a contrarre infezioni gravissime che non vengono curate”.

L’assessore Minervini ha commentato che “questi fenomeni mettono in luce la rigida e violenta natura criminale della tratta, dello sfruttamento e della riduzione in schiavitù di esseri umani, per rispondere ad obiettivi di nuove forme di arricchimento dell’economia criminale: a nuove forme di business estremamente redditizio”.

In Puglia nel 2014 è raddoppiato il fenomeno di riduzione in schiavitù di donne costrette a prostituirsi e  coinvolgerebbero  prevalentemente persone di nazionalità rumena e bulgara.

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