Cronaca

Franchini scarica il problema


TARANTO – Strada sbarrata per i tassisti tarantini che si recano all’aeroporto di Brindisi? Per Aeroporti di Puglia non c’è nessun problema. E, infatti, a subire i disagi non sono loro, ma i cinquanta operatori tarantini che denunciano la discriminazione subita con l’introduzione, da qualche giorno, di una nuova organizzazione dei parcheggi: oltre al danno di non avere un aeroporto, la beffa di non poter lavorare in quelli “dei pugliesi”. L’unica chance, sborsare due euro, parcheggiando nell’area passeggeri, distante dall’ingresso dello scalo brindisino, con immaginabili problemi. Fin qui la denuncia dei tarantini. Abbiamo chiesto spiegazioni ai vertici di Aeroporti di Puglia.

“I tassisti tarantini hanno una licenza con la quale devono lavorare a Taranto. Non esiste la possibilità di lavorare in un Comune diverso da quello che ha rilasciato la licenza. Non lo dico io, è un discorso di norma” la replica del direttore generale di AdP, il dr Marco Franchini che, a proposito dei codici di accesso alla zona riservata a bus e taxi (brindisini) e negati ai tarantini, ha spiegato: “i codici vengono rilasciati, su indicazione del Comune di Brindisi, dalla società che gestisce i parcheggi. Ma io – ha aggiunto – non ci vedo nessun problema, nessun disagio per i tassisti tarantini che possono lasciare i loro passeggeri, così come tutti gli altri tassisti che provengono da fuori, davanti all’aerostazione, utilizzando i quindici minuti a loro disposizione, non nella viabilità immediatamente adiacente alle porte (quella, per intenderci, riservata ai tassisti autoctoni, ndr) ma comunque in una zona che dista al massimo cinque metri dalle porte”. E quando gli si fa notare che l’aeroporto dovrebbe essere dei pugliesi, soprattutto in presenza, come il caso di Taranto, di una grossa lacuna rappresentata dalla mancanza di uno scalo, il dr Franchini aggiunge: “Il discorso delle licenze è gestito dal Comune”. Sarà, ma allora perchè a Bari ai tassisti “fuori sede” viene permesso di avvicinarsi alle porte dell’aeroporto, se non gratuitamente (come per i baresi), dietro corrispettivo di un euro, se sfori il quarto d’ora di tolleranza?

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