04 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 04 Dicembre 2021 alle 17:42:00

Cronaca

Il futuro dell’Ilva, ora Renzi prende tempo

Il decreto “nazionalizzazione” potrebbe non vedere mai la luce: si pensa ad un emendamento e si tratta ancora con ArcelorMittal


“Come Istituzioni locali, forze sociali, economiche, produttive e sindacali, avvertiamo l’ineludibile esigenza di richiedere e sollecitare, con grande fermezza, forti della coesione sociale, pur se caratterizzata talvolta da divergenze di posizione, che da parte del Suo Governo vi sia un concreto rilancio delle azioni positive in favore di questo territorio”.

E’ quanto scrivono al premier Renzi il sindaco di Taranto, Stefàno, il presidente della Provincia, Tambur-rano, il presidente dell’Autorità Portuale Sergio Prete insieme a Camera di Commercio, Confindustria, Confcommercio, Confartigianato, Cgil, Cisl, Uil e Ugl.

“E’ avvertita l’esigenza di una inversione dei termini del rapporto che l’Ilva ha con la Città, facendola ritornare parte di essa, ossia di risorsa per l’intero territorio ionico in termini di occupazione, di innovazione e di modello europeo e mondiale di siderurgia davvero eco-compatibile” si legge nella missiva. “Proponiamo, quindi, nell’azione incisiva che si chiede al Governo di approvare un Accordo Quadro che comprenda nella sua totalità e complessità, le risoluzioni a tutti i problemi che sta vivendo il territorio ionico, valorizzando le reali potenzialità della nostra realtà quali: l’infrastruttura portuale, retroportuale ed aereoportuale, il polo industriale, il recupero e la valorizzazione della Città Vecchia, la cantieristica dell’Arsenale Militare, la valorizzazione dei beni archeologici, il potenziamento dell’offerta universitaria ai giovani, il tutto in un’ottica di crescita socio-economica e di creazione di nuovi posti di lavoro, in grado di fronteggiare la sempre più crescente fascia di inoccupati: insomma, una sfida per il Governo che, grazie al suo Presidente, potrà ed auspicabilmente saprà trasformare una sofferenza in una opportunità. In definitiva, un esempio di buon governo per la Nazione e per l’intera Europa”.

Intanto, però, il settimo decreto Ilva potrebbe non vedere mai la luce, ma tramutarsi in un emendamento alla legge di Stabilità. E’ prepotentemente tornato in corsa la cordata ArcelorMittal-Marcegaglia. “Noi – le parole di Aditya Mittal, ceo di ArcelorMittal Europe – crediamo che la nostra partnership con il Gruppo Marcegaglia sia in grado di offrire un sicuro futuro a Ilva. Intendiamo incrementare la produzione della società per raggiungere la piena capacità di utilizzo degli impianti in modo da generare più lavoro e garantire importanti livelli occupazionali.

Siamo anche pronti – continua Mittal – a fare i necessari investimenti per introdurre migliorie nel ciclo produttivo, nell'ambiente e in nuove tipologie di prodotti che permetteranno a Ilva di mantenere ed espandere la propria offerta al mercato italiano e internazionale. Siamo sicuri di essere i migliori partner per Ilva in grado di garantire un futuro sostenibile per i dipendenti e per tutti gli stakeholder”.

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