Cronaca

La mala alza il tiro. Bruciata l’auto di un carabiniere


TARANTO – Bruciata nella notte l’auto del vice comandante dei carabinieri di Massafra, L’allarme è scattato poco prima delle due. E lo ha lanciato proprio il tenente Giuseppe Beltempo, comandante del nucleo operativo radiomobile della compagnia. In strada stava bruciando la sua Fiat Bravo, parcheggiata sotto casa. Il tenente ha chiamato i vigili del fuoco e si è adoperato per evitare che l’incendio si propagasse anche alle altre auto parcheggiate nella zona. Nel giro di pochi minuti, però, il rogo ha divorato la sua macchina. Il blitz degli attentatori si è consumato in via Borsellino, nella zona nuova della cittadina a poche centinaia di metri dalla caserma dei carabinieri.

La macchina dell’ufficiale è stata cosparsa di liquido infiammabile. Poi è stato appiccato l’incendio. Certamente chi ha agito questa notte ha voluto colpire al cuore la compagnia di Massafra, mettendo nel mirino uno dei gangli operativi del presidio dell’Arma che è agli ordini del capitano Fabio Bianco. Il tenente Giuseppe Beltempo, infatti, guida il nucleo operativo radiomobile ed è uomo direttamente impegnato nelle attività più delicate della compagnia. Sul posto si sono subito recati il prefetto Claudio Sammartino, il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Daniele Sirimarco, e il procuratore capo Franco Sebastio. La loro presenza, laddove fosse necessario, testimonia la gravità dell’attentato, ma è servita anche a certificare la presenza dello Stato al fianco di un ufficiale che si è inteso intimorire. Una vicinanza che è stata ribadita nella conferenza stampa tenuta dal procuratore capo Franco Sebastio e dal colonnello Daniele Sirimarco. “E’ stata attaccata l’istituzione che sta lavorando bene e non l’ufficiale, serio professionista che spende tutto se stesso nel lavoro che svolge con immensa passione. Questi eventi non incutono alcun timore – ha detto Sirimarco – per cui l’Arma continuerà a svolgere le sue mansioni senza modificare i propri obiettivi”. “Il reato commesso – ha aggiunto il procuratore Sebastio – è plurioffensivo perchè accanto al cittadino vi è lo Stato”.

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