Cronaca

Processo Scazzi, “No ad un nuovo sopralluogo”

La decisione dei giudici: non si tornerà nella famigerata villa di via Grazia Deledda. Sulle intercettazioni sarà ancora battaglia


Nuova udienza del processo d’appello per l’omicidio di Sarah Scazzi, la 15enne di Avetrana uccisa e buttata in un pozzo il 26 agosto del 2010.

In aula, sedute in uno sgabuzzino con vetrate, sono presenti le due imputate condannate all’ergastolo in primo grado: Sabrina Misseri, cugina della vittima, e la madre Cosima Serrano, accusate di omicidio volontario, sequestro di persona e concorso in soppressione di cadavere. Oggi ha prestato giuramento Francesco Abbinante, il perito incaricato della trascrizione di tre intercettazioni telefoniche. Il procuratore generale Antonella Montanaro in premessa aveva chiesto di non procedere alla trascrizione di una conversazione, perchè erroneamente era stato detto che non era mai stata trascritta, ma che invece risulta agli atti del fascicolo processuale.

Si tratta della telefonata tra Sabrina e il padre Michele risalente alla notte del 7 ottobre 2010, alle 3.47 e 32 secondi, quando la giovane disse al genitore: “Papà perchè l’hai fatto?". L’avv.Nicola Marseglia, difensore di Sabrina Misseri, ha reiterato la richiesta sostenendo che sarebbe opportuno procedere a un’altra trascrizione trattandosi di un dialogo in dialetto. La Corte d’assise d’appello presieduta dal giudice Patrizia Sinisi (a latere De Felice e sei giudici popolari) ha accolto la richiesta della difesa. Il perito dovrà procedere alle trascrizioni in dialetto e alla traduzione in italiano. Le operazioni peritali inizieranno martedì 16 dicembre alle ore 10 negli studi Investigazioni tecnico-scientifiche di Cassano Murge.

La conclusione dovrebbe arrivare entro 60 giorni. Le difese di Sabrina Misseri e Cosima Serrano hanno annunciato che nomineranno un consulente tecnico di parte. La Corte d’assise d’appello ha respinto tutte le richieste di integrazione probatorie avanzate sia dalla difesa che dal procuratore generale nell’ambito del processo d’appello per l’omicidio di Sarah Scazzi. Nello specifico è stata rigettata l’istanza di procedere a un nuovo sopralluogo nella villa della famiglia Misseri in via Deledda ad Avetrana, chiesta dai legali di Cosima Serrano, madre di Sabrina Misseri. Secondo il collegio presieduto dal giudice Patrizia Sinisi l'esperimento tecnico non risulta necessario in quanto “la descrizione luoghi è già consacrata in atti mediante fotografie e verbale di sopralluogo”. Inoltre, la richiesta “risulta generica” e va tenuto presente che sia la “casa che il garage non si trovano più nello stato in cui si trovavano al momento del fatto”. L’esperimento, quindi, “non potrebbe fornire un contributo e non rappresenta una prova nuova”.

Inoltre, è stata respinta la richiesta dei legali di Sabrina Misseri di acquisire una consulenza medica di parte che “si fonda esclusivamente sulle fotografie della vittima” e di procedere all’ascolto di Michele D’Ippolito, titolare del pub di Avetrana in cui il 25 agosto 2010, il giorno prima dell’omicidio, si recarono Sabrina Misseri, Sarah Scazzi e l'amica Mariangela Spagnoletti. “Un’analoga istanza – ha spiegato la Corte – era già stata rigettata. Non rappresenta una circostanza nuova”.

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