26 Gennaio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 26 Gennaio 2021 alle 15:19:23

Cronaca

Ilva, il decreto del governo entro Natale

Fonti vicine a Palazzo Chigi dicono che potrebbe essere pronto per il 22 o il 23 dicembre e riguarderà anche il porto e le meraviglie culturali


Il decreto sull’Ilva, annunciato ieri dal premier Matteo Renzi, potrebbe approdare nell’ultimo Consiglio dei ministri prima di Natale, il 22 o il 23 dicembre.

È quanto sottolineano fonti vicine al dossier. Oggi il premier aveva rilevato come il governo scriverà ´un decreto che riguarderà l’Ilva ma non solo, riguarderà il porto e meraviglie culturali per la città di Taranto.

Le ipotesi circolate più volte nei giorni scorsi parlano di un intervento dello Stato con una quota di minoranza, attraverso la Cdp, assieme alla cordata formata da Arcelor-Mittal e gruppo Marcegaglia. E in un’intervista il commissario dell’acciaieria Piero Gnudi ha sottolineato come ´il caso Ilva è unico, quindi, serve una soluzione unica. Il modello americano applicato per Gm è stato utilizzato con successo in diversi Paesi, può funzionare anche qui”. Un ruolo dello Stato per facilitare il passaggio ai privati secondo Gnudi, potrebbe durare ´uno o due anni”, periodo nel quale ´i problemi possono essere risolti o comunque si possa intraprendere la strada per risolverli e consentire l’ingresso ai privati”.

Intanto, mercoledì 17 dicembre,  nell’Aula della Commissione Affari esteri, le Commissioni riunite Ambiente e Attività produttive svolgeranno l’audizione informale del Commissario straordinario dell’Ilva, Piero Gnudi, in merito al piano strategico di risanamento ambientale e di efficientamento energetico del polo siderurgico di Taranto. L’appuntamento sarà trasmesso in diretta web tv.

Sempre il commissario Gnudi, in una intervista su un quotidiano nazionaole, esclude il rischio di una nuova Alitalia: la compagnia di bandiera ´è stata un caso particolare, un’azienda che ha sempre avuto dei problemi e risultati negativi da Anni”.

´I bilanci di Ilva negli ultimi anni sono completamente diversi. Se il governo deciderà di intervenire lo farà per consentire il passaggio ai privati'. E al giornalista che gli chiede per quanto tempo sarà necessario l’intervento dello Stato Gnudi dice: ´penso che in uno o due anni i problemi possono essere risolti o comunque si possa intraprendere la strada per risolverli e consentire l’ingresso ai privati'. Il commissario sottolinea poi l’urgenza dell’intervento: ´in pochi mesi la liquidità di cassa garantita dall’ultimo prestito ponte si esaurirà. Entro questo tempo serve una soluzione definitiva”.

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