Cronaca

“La sicurezza al primo posto”


TARANTO – L’allarme rapine e furti, ma anche il proliferare delle attività di “compro oro”, i temi discussi durante una riunione degli orafi di Confcommercio. La categoria ha richiamato l’attenzione sul fenomeno dei furti e delle rapine ai danni delle attività del settore e ha ricordato che vi sono ancora pochi giorni (sino al 30 aprile) per poter accedere ai contributi che la Camera di commercio di Taranto mette a disposizione delle imprese che vogliano dotarsi di impianti di videoallarme o videsorveglianza antirapina, al fine di garantire condizioni di maggiore sicurezza alle attività economiche.

“Il tema della esposizione a fatti criminosi (furti, rapine) delle imprese del settore purtroppo continua a destare preoccupazione, se ne è discusso infatti nell’ultimo direttivo di categoria, anche se – ha confermato Marcello Perri, presidente provinciale della categoria- sono ancora molte le imprese che non si sono ancora attrezzate con impianti di videsorveglianza, malgrado i contributi messi a bando dall’Ente camerale nella misura del 50% della spesa ammissibile. Si ricorda che proprio per tale ragione è stato prorogato di un mese il termine ultimo per la presentazione delle domande per accedere al contributo”. Un altro tema caldo, discusso al tavolo del Direttivo, è il proliferare di attività di “compro oro”. “Un fenomeno – ha commentato il presidente degli orafi- in espansione, alimentato dalla crisi economica in atto, che induce le famiglie, a fronte della mancanza di liquidità, a disfarsi dei propri beni. Una situazione che in alcuni casi apre le porte ad attività illecite. A tal fine è stata, infatti, presentata una proposta di legge recante disposizioni sulla tracciabilità delle compravendite di oro e di oggetti preziosi e l’estensione delle disposizioni antiriciclaggio, nonché l’istituzione di un borsino dell’oro usato e misure per la promozione del settore orafo. La legge impedirebbe fra l’altro che questo strumento fosse un mezzo per riciclare danaro sporco” Sempre in tema di trasparenza e di legalità, la categoria si è soffermata su la recente problematica inerente i pagamenti in contanti per acquisti di importi superiori a mille euro e sulla difficoltà di accesso al credito.

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