30 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 29 Ottobre 2020 alle 09:13:06

Cronaca

L’ex albergo degli orrori

A San Vito il “Blu Garden” diventa eco-mostro: chi interviene?


Vigili urbani, Polizia, Carabinieri, Sindaco, Questore, Prefetto e, volendo aggiungere ancora, Asl. Nel gioco tipicamente italiano dello scaricabarile, ognuno declinerà le responsabilità in danno dell’altro. Ma i danni ai residenti di viale Jonio, nelle zone limitrofe all’ex hotel Blu Garden,  cercano intanto un responsabile ed occorre trovarlo al più presto.

Periferia più periferia di ogni altra, quella che doveva essere una zona residenziale, San Vito con tanti verdi polmoni, è diventata la cloaca della città.

Particolarmente grave, nella perimetria del quartiere totalmente abbandonato, persino dalla impalpabile circoscrizione,  è l'area virtualmente chiusa dai confini dell’ex Lampara e dell’ex albergo (il Blu Garden), abbandonati da un tempo incalcolabile. Ma se la prima è stata fortunatamente bonificata, la seconda espone ancora un rudere diventato un pericoloso ricettacolo di rifiuti di ogni sorta, come le foto evidenziano, ed un altrettanto pericoloso ostello di ogni tipo di devianza. 

L’esposto indirizzato a suo tempo alla Polizia municipale dai residenti è rimasto senza risposta. Prevedibile.

Alla situazione già gravissima si aggiungono le estemporanee pensate di alcuni non-residenti che, per esempio, trovano più comodo convogliare qui piuttosto che nei luoghi deputati gli ingombranti scarti delle potature dei loro giardini.

Né giovano alla causa del degrado, le altre abitazioni limitrofe abbandonate che in un tempo brevissimo diventeranno come il Blu Garden ricovero per sbandati disposti a tutto. Anche alle pesanti minacce.

C’è stato un sindaco di Taranto che una volta, quando era consentito essere ameni, dispose con un’ordinanza il ripristino delle facciate dei palazzi cittadini.

C’è da chiedersi se ci potrebbe essere in giro, e sarebbe una grazia, un altro sindaco disposto ad emettere un’ordinanza che imponga di murare gli stabili abbandonati. Rintracciando i proprietari, agendo in danno degli stessi, oppure agendo e basta quando ne va dell’incolumità pubblica. Gli stabili abbandonati sono a disposizione di tutti,  abusivi, presenti in gran numero,  e sbandati.

Ce ne sono di queste situazioni limite, a San Vito, con stabili che basterebbe una spinta per buttarli giù facendoli franare sulla testa dei passanti o degli automobilisti: ce ne sulla stessa strada, viale Jonio, più avanti dell’ex albergo e più avanti ancora e nelle stradine limitrofe. Difficile credere che nessuno delle forze dell’ordine, degli enti comunali, delle municipalizzate, del distretto sanitario, se ne accorga tranne chi, abitando accanto, viene vessato ogni giorno dalla  tracotanza di chi, a Taranto come altrove, crede di poter vivere senza rispettare la legge. Non attecchiranno mai fenomeni leghisti, è chiaro; non ritornerà Giancarlo Cito ed a questo punto di degrado raggiunto dalla città si dovrebbe aggiungere “purtroppo”; ma non è bizzarro pensare che, alla fine, qualcuno la legge la potrebbe applicare da solo. Violenza convoca violenza, è un dato di fatto.
E convoca anche i topi. Se nessuna delle corde suonate rende interessante la musica fin qui cantata, si provi ad immaginare l’emergenza sanitaria. Certo fa meno rumore dell’emergenza ambientale, ma la goccia scava la pietra e chissà cosa può accadere ancora.

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