Cronaca

Vite Svendute: decisiva l’udienza del 16 dicembre

Un documento dell’associazione ambientalista e importanti dati e testimonianze di ammalati


Oggi, martedì 16 dicembre, nuova udienza del processo per disastro ambientale a Taranto.

Ecco un documento di Vite Svendute, l’associazione che si occupa delle vittime. «Cataldo oggi per uscire di casa è costretto a portarsi insieme le bombole di ossigeno, operaio pulitore industriale all’Ilva di Taranto per vent’anni ha i polmoni distrutti dalle polveri micidiali che gli opprimono il respiro, un destino segnato dall’industria dei veleni nella fabbrica e fuori dalla fabbrica, come per Anna, colpita a soli vent’anni da Cancro alla Tiroide non lavorando ma solo respirando l’aria contaminata da inquinanti.

I nomi sono di fantasia le storie reali come reali le loro malattie i mali di una città sotto ricatto tra lavoro e salute “ Vite Svendute “ di operai e cittadini. I fatti dicono che in ogni famiglia di Taranto vi sia stato un morto di cancro, le Tabelle e gli Studi confermano con cifre da brivido le incidenze di mortalità e morbilità, eccesso tra il 10% e il 15% nella mortalità generale e per tutti i tumori, eccesso di circa il 30% nella mortalità per tumore del polmone, eccesso compreso tra il 50% (uomini) e il 40% (donne) di decessi per malattie respiratorie acute, eccesso di circa il 15% tra gli uomini e 40% nelle donne della mortalità per malattie dell’apparato digerente, incremento di circa il 5% dei decessi per malattie del sistema circolatorio, ma i casi non riguardano solo la popolazione adulta ma anche i bambini per i quali nel periodo 1995-2009 si evidenzia un eccesso del 21% nella mortalità generale nel primo anno di vita e del 23% nei bambini da 0 a 14 anni.

Certo che quando le cifre diventano figli, padri, madri, fratelli, sorelle, amici, conoscenti, colleghi di lavoro la morte e i mali esplodono in tutta la loro concreta e drammatica sofferenza. Il processo in corso a Taranto sul presunto disastro ambientale provocato dal Siderurgico si propone di fare luce su cause e responsabili che hanno determinato l’inquinamento con gravi conseguenze per il territorio , la fauna e la salute umana, con danni sia all’interno dello stabilimento siderurgico ma anche nell’ambiente urbano circostante per il quale dovranno rispondere, 52 soggetti di cui 3 società e 49 persone fisiche tra i quali i proprietari e presidenti dell’ILVA, dirigenti attuali ed ex del siderurgico, consulenti “fiduciari” della proprietà oltre ad attuali ed ex amministratori della Regione Puglia, Provincia e Comune di Taranto.

Nella udienza del processo di martedì 16 dicembre il Giudice Dott.ssa Wilma Gilli dovrà decidere sulle richieste di costituzione di parte civile di istituzioni, associazioni, operai e cittadini, intanto cominciano a materializzarsi nel processo le vite reali dei danneggiati con nomi e lesioni subite. Una folla di ammalati, stando ai numeri delle costituzioni, ma che riteniamo essere solo la punta di un iceberg che bisognerà fare emergere dal sommerso affinchè quanto accaduto non possa essere stata solo una tragica fatalità senza responsabili. Nel processo in corso sono oltre mille le richieste di costituzione di parte civile, per danni ambientali e alla salute. Per le lesioni subite chiedono giustizia operai e cittadini affetti dalle più diverse patologie “ Vite Svendute “ morti e ammalati reali un elenco di 375 persone affette da varie malattie quali tumore gastrointestinale, neoplasia testicolare, adenocarcinoma all’intestino, carcinoma di hodgkin, carcinoma vescicale, carcinoma mammario, adenocarcinoma, leucemia mieloide, linfoma, cancro alla tiroide, bronco pneumopatia cronica. Le quasi quattrocento richieste di giustizia per danni alla salute non rappresentano nè la totalità degli ammalati e dei morti di Taranto e Statte nè l’elenco dei mali definisce la casistica delle patologie correlate all’esposizione ultradecennale agli inquinanti industriali, ma i casi rappresentano certamente la voce di coraggiosi che chiedono di uscire dall’anonimato rivendicando il diritto alla salute costituzionalmente garantito, un diritto ad oggi violato e per i cui danni abbiamo la speranza che il processo possa finalmente chiarire responsabili e responsabilità».

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