05 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 05 Agosto 2021 alle 04:52:00

Cronaca

Puntate illegali. Sequestri in centri scommesse


TARANTO – Scommesse non autorizzate: chiusi quattro centri tra il capoluogo e Talsano. In azione nelle ultime 48 ore gli agenti della Squadra di Polizia Amministrativa della Questura i quali hanno eseguito sequestri in centri scommesse facenti capo a due bookmakers esteri, la Goldbet austriaca e la Betuniq maltese. Nel corso dell’operazione a largo raggio, oltre alla chiusura dei centri scommesse situati rispettivamente in via Principe Amedeo, via Puglie, via Japigia e in corso Vittorio Emanuele, a Talsano, gli agenti hanno denunciato in stato di libertà per esercizio abusivo delle scommesse, cinque gestori dei centri finiti nel mirino.

Sotto chiave quindici postazioni complete di materiale hardware e software, sette monitor, quindici stampanti laser; due modem ADSL e due postazioni per le scommesse sulle corse dei cani denominate “Racing dogs”. La Questura tarantina è impegnata nell’attività di contrasto al dilagante fenomeno della diffusione sia nel capoluogo che nella provincia di attività finalizzate alla raccolta delle scommesse senza che ci siano le autorizzazioni rilasciate dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e senza le licenze di polizia. Nell’ultimo anno sono stati numerosi i controlli eseguiti della Squadra Amministrativa, che ha fatto registrare sequestri in centri scommesse illegali o gestiti irregolarmente pur in presenza di autorizzazioni. Un anno fa la polizia aveva chiuso tra Taranto e la provincia ben nove centri scommesse illegali. I centri collegati con allibratori stranieri sono molto frequentati da chi vuole guadagnare in un periodo di profonda crisi economica. Attraverso i computer le scommesse appena accettate vengono trasmesse in tempo reale agli allibratori in Austria e a Malta grazie ad un collegamento internet. Durante i controlli la squadra Amministrativa della Questura ha accertato che le quattro agenzie non avevano le autorizzazioni ministeriali , nè quelle dell’autorità di pubblica sicurezza.

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