Cronaca

“Non è una guerra tra tassisti”


TARANTO – “Non è una guerra tra tassisti”. Ci tiene alla precisazione Maurizio Smaltini, rappresentante della categoria in quanto presidente di Uritaxi e della cooperativa Radiotaxi 099. Il divieto di accesso per i taxi tarantini alla corsia riservata a bus e taxi all’aeroporto di Brindisi è diventato un caso. Dopo le dichiarazioni di Aeroporti di Puglia, per i cui vertici il problema lamentato dagli operatori tarantini non esiste, la parola passa ai diretti interessati. Per il direttore di AdP non c’è nessun problema. Cosa rispondete? “Franchini dice che non c’è disagio? Il disagio invece c’è. Eccome. Il principale riguarda il fatto che all’aeroporto di Brindisi non possiamo entrare nelle corsie preferenziali dei taxi.

In tutta Italia non esiste una cosa del genere. I brindisini, ad esempio, quando arrivano a Taranto passano, come è giusto che sia, dalla corsia riservata sulla ringhiera. La corsia riservata per definizione deve servire ai servizi pubblici. Quello che avviene all’aeroporto di Brindisi è una contraddizione, mica c’è scritto per terra bus, e taxi di Brindisi?” Franchini ha accennato anche a divieti imposti dalle norme, però. “Lui dice che non conosciamo le norme. Che non possiamo lavorare fuori Taranto con una licenza rilasciata dal Comune. Allora si vada a leggere cosa ha detto due anni fa la Cassazione. Tre giudici ci hanno dato ragione su questo punto: il servizio inizia da Taranto e quindi noi abbiamo il diritto di prelevare i passeggeri negli aeroporti di Brindisi e Bari, perché – non lo diciamo noi, ma i giudici – il servizio inizia da Taranto”. Quindi posizioni diametralmente opposte? “Anche sul fatto dei cinque metri. Il direttore di Aeroporti di Puglia ha detto che a noi viene data la possibilità di lasciare i passeggeri vicino alle porte dell’aeroporto. Invece prima di tutto non sono cinque metri. E, comunque, non si può fare una misurazione, perché, essendo impossibilitati ad usufruire della corsia riservata, chi prima arriva parcheggia più vicino. Nei momenti di grande afflusso ci troviamo a fare la fila con i privati. E ci tocca anche pagare due euro”. In passato, sempre su questioni attinenti agli aeroporti, vi siete dovuti rivolgere alla magistratura. Ora cosa intendete fare? “Teniamo a precisare che problemi al prelievo non ne abbiamo, nel senso che c’è la sentenza della Cassazione e il diritto non ci può essere negato: il disservizio è creato dal non poter accedere alle aree riservate. Vedremo come si svilupperà la questione. Alle istituzioni rivolgiamo un invito a verificare quello che succede. Anche a Bari, per resta- re oltre il quarto d’ora di tolleranza, dobbiamo pagare un euro”. La vostra richiesta? “Non vogliamo innescare nessuna guerra tra tassisti. Nè “invadere” il lavoro dei brindisini. Chiediamo solo di poter lavorare senza problemi. Che si crei un’area riservata al servizio pubblico svolto dai taxi fuori provincia. Un’area parcheggio gratuita dove noi, come i tassisti che arrivano da Lecce, ad esempio, possiamo attendere il cliente da prelevare per il rientro a Taranto, considerando che tra l’arrivo e il ritiro dei bagagli passa più di mezz’ora. Quando i tassisti di Bari o di Brindisi sono venuti a prelevare passeggeri da Taranto non hanno trovato nessun problema”.

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