23 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Settembre 2021 alle 21:06:00

Cronaca

Case deprezzate. Condemi chiede un risarcimento


TARANTO – Centoquarantasei residenti del quartiere Tamburi vogliono un risarcimento. Il candidato sindaco del Pdl e della Puglia prima di tutto, Aldo Condemi, nella sua veste di avvocato, ha depositato presso il Tribunale civile un atto di citazione collettivo nei confronti dell’Ilva per i danni causati dall’inquinamento agli abitanti del quartiere Tamburi. “Si tratta di un atto di estrema concretezza – spiega l’ex assessore comunale – presentato in nome e per conto di 146 tra proprietari di immobili al rione Tamburi (case e locali commerciali) e società titolari di cappelle cimiteriali al San Brunone”.

La richiesta è perentoria: “condannare l’Ilva a risarcire i proprietari per il deprezzamento causato dalle polveri del parco minerali riversate quotidianamente sul rione Tamburi, per un importo complessivo pari a circa nove milioni di euro”. L’atto di citazione è fondato sulla sentenza, già emessa, della Corte di Cassazione penale sui parchi minerali, “che fa “stato” nel processo civile, ossia non v’è non necessita’ di ulteriori prove. In quella sentenza – sostiene Condemi – viene accertata la responsabilità penale e civile dei responsabili dello spolverio continuo che ha imbrattato cose, persone ed ambiente, arrecando disturbi di vista e respiratori mediante l’emissione di polveri, quantificate annualmente in 21.362 tonnellate annue, pari a 58,5 tonnellate al giorno. Nella stessa sentenza viene anche definitivamente constatato il nesso di causalità fra le emissioni di polveri e i danni prodotti al rione Tamburi”. Di qui l’atto di citazione, che rileva come “la massiccia dose di fumi, gas e polveri che ogni giorno si abbattono sul quartiere abbia generato una notevole riduzione del valore commerciale (oltre che strutturale) dei beni immobili di quel rione, proprio a causa della drastica riduzione dell’interesse al loro acquisto”. Quella dell’avvocato Filippo Condemi è, in assoluto, la prima e più eclatante azione di risarcimento che i privati cittadini intentano contro lo stabilimento siderurgico. “I cittadini – afferma il candidato sindaco del Pdl-La Puglia prima di Tutto alle elezioni del 6 e 7 maggio – non hanno potuto far altro che intraprendere questa importante battaglia legale, anche per ovviare alla latitanza del Comune. Il sindaco uscente Ippazio Stefàno, infatti, non ha mai contrapposto alcuna autorevolezza nei confronti della grande industria così mostrando di non avere a cuore la salute dei tarantini e i loro interessi economici. Va ricordato in proposito il nullaosta di Stefàno all’autorizzazione all’Ilva per l’esercizio dell’attività siderurgica, poi sospesa dal ministero a seguito delle gravissime risultanze delle perizie disposte dal gip Todisco, gravemente non evidenziate dal Comune di Taranto”. Ma le attenzioni di Condemi si rivolgono anche alla gestione, da parte dell’Amministrazione comunale, della Protezione civile: “A cosa serve un’associazione che dovrebbe dare conto delle entrate che finiscono nelle casse e invece prende autonomamente iniziative violando le normative vigenti e sperperando denaro pubblico? Non meriterebbero, i cittadini – dice Condemi – di sapere dove sono finiti i loro soldi? Peraltro, sarebbe opportuno che tutto ciò venga verificato, dato che dette somme dovrebbero essere registrate nei libri contabili dell’associazione a cui vengono erogati contributi di Enti e privati”. E intanto, nei giorni scorsi l’avvocato Condemi ha partecipato alla presentazione del libro “Addio al Sud” di Angelo Mellone, giornalista, scrittore e dirigente di Radio Rai. L’intervento del candidato sindaco del centrodestra Aldo Condemi ha inteso smuovere le coscienze ed invitare a prendere atto che “una persona di un tale spessore culturale abbia lasciato, costretto dagli eventi, la propria città, poiché non vi erano le condizioni per restare. Il riscatto dei talenti deve avvenire combattendo la disoccupazione”.

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