Cronaca

I taxi non passano. Ma dove sono i politici tarantini?


TARANTO – L’hanno denunciata come una palese discriminazione. Hanno raccontato i disagi che provoca l’ennesima “chiusura” nei loro confronti. Eppure ad oggi nessuno degli amministratori locali ha alzato un dito per far sì che ai tassisti tarantini sia finalmente aperta la corsia preferenziale presso l’aeroporto del Salento, in quel di Brindisi. La stessa corsia che resta inesorabilmente off-limits se l’auto con la scritta Taxi arriva da fuori provincia. Per accedervi si deve essere in possesso di un codice. Numeretti che ai tarantini non vengono forniti.

Nè si tratta di una distrazione o di un errore al quale si porrà prima o poi rimedio. Almeno a sentire Aeroporti di Puglia che, di fronte alla denuncia della categoria, ha anche difeso la nuova organizzazione dei parcheggi spiegando che i tarantini devono lavorare nel comune che ha rilasciato la licenza e che comunque i tassisti hanno un quarto d’ora per scaricare i passeggeri. Versione smentita dai diretti interessati che invece hanno spiegato che non potendo usufruire della corsia riservata devono trovare posto nell’area parcheggio comune, quella della quale usufruisce chiunque entra in aeroporto; durante i ponti e gli esodi per le vacanze si troveranno a dover fare la fila. Il tutto alla modica cifra di due euro. Somma che a Palese scende a un euro. Per chi è del posto invece è gratis. I vertici dell’ex Seap non ci vedono alcun disagio; ma che non lo vedano neanche i politici tarantini fa pensare ad una forma acuta di miopia. La beffa sta anche nel fatto che Taranto, intanto, resta senza un “suo” aeroporto. Costretta a sventolare le sentenze che nel recente passato hanno sancito il sacrosanto diritto dei tassisti tarantini a lavorare fuorisede senza vedersi recapitare multe salate. E oggi a vedersi “calpestare” ancora una volta con il divieto di accesso alle corsie preferenziali. Per questo i tassisti, attraverso la loro denuncia, hanno in qualche modo voluto suonare la sveglia ai politici tarantini eletti proprio per rappresentare i bisogni del territorio e che, almeno finora, sembrano invece continuare a sonnecchiare.

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