26 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 26 Settembre 2021 alle 20:36:00

Cronaca

La perizia accusa i medici


TARANTO – Una perizia di 175 pagine, per decifrare la causa della morte di Anna Stefania Messinese, 42 giorni dopo il parto. A firmare la relazione il medico legale che eseguì l’autopsia, il professor Giancarlo Divella, insieme al consulente dottor Paolo Valerio. E le conclusioni sono molto chiare. “La condotta assistenziale dei ginecologi che praticarono il cesareo e che monitorarono la paziente durante la degenza, nonchè quella dei chirurghi che intervennero successivamente per via laparoscopica, gli uni e gli altri, del nosocomio di Taranto, furono viziate da negligenza e grave imprudenza e concorsero nel determinismo di quel grave quadro clinico evoluto nel decesso.

Censurabile fu la condotta del chirurgo intervenuto in consulenza in data 28.9.2011. nella U.O. di Rianimazione il quale omise, negligentemente ed inescusabilmente, di richiedere approfondimenti che chiarissero la presenza o la esclusione di raccolte flogistiche intraepatiche e consentissero di procedere, con indifferibile tempestività, al trattamento chirurgico di bonifica degli ascessi di fatto ancora presenti in addome”. A disporre l’esame autoptico è stato il pubblico ministero della Procura di Bari, Francesca Romana Pirrelli, che ha iscritto sul registro degli indagati ben 58 persone, tra medici ed altro personale sanitario, in servizio al Santissima Annunziata ed al Policlinico di Bari. Nella stessa perizia, il prof. Divella scrive che la causa della morte della donna è stata lo “shock emorragico da rottura di fegato in paziente affetta da sepsi secondaria e peritonite batterica”.

G.D.M.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche