26 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 26 Settembre 2021 alle 20:36:00

Cronaca

Parla il capitano dell’Enrica Lexie: “Marò eroici”


TARANTO – La data decisiva per la sorte dei due marò é fissata all’11 maggio. Fino ad allora il tarantino Massimiliano Latorre e il barese Salvatore Girone, resteranno dietro le sbarre del carcere di Trivandrum, in India. I militari sono accusati di aver ucciso due pescatori indiani durante un’azione di antipirateria sulla petroliera Enrica Lexie. La corte del Kerala ha rifiutato l’accordo extragiudiziale che era stato raggiunto tra le famiglie dei pescatori uccisi ed il governo italiano. Un risarcimento di 150.000 euro a fronte del ritiro di tutte le accuse contro i marò.

Ma il tribunale ha bloccato il pagamento. Intanto é stata liberata la petroliera Enrica Lexie e il capitano Umberto Vitelli ha rilasciato un’intervista a “Il Giornale”. “Questi 77 giorni li porteremo sempre sulla nostra pelle e su quella delle nostre famiglie – racconta via telefono satellite il capitano – quando salperemo lo faremo come un corpo smembrato. A terra sono rimasti due marò. Latorre e Girone sono un pezzo di noi, del nostro equipaggio”. E’ la prima volta che il capitano parla dopo il sequestro nel porto indiano di Kochi. “Due ragazzi che hanno difeso la nave – continua Vitelli – che si sono esposti e sono ancora in prima linea”. Mentre i due marò restano in India, gli altri quattro fucilieri del nucleo di protezione antipirateria torneranno a casa. Si tratta del sottocapo di prima classe Massimo Andronico, del sottocapo di terza Alessandro Conte, del suo parigrado Antonio Fontana e del sergente Renato Voglino. A tal proposito il capitano si é così espresso: “Stiamo tornando e riabbracceremo le nostre famiglie, ma lasciarli in India é pesante. Per mare esistono regole non scritte di solidarietà e spirito di corpo, per cui nessuno deve restare indietro”. Lo stesso capitano, poi, sceglie di non parlare del conflitto a fuoco avvenuto in mare il 15 febbraio, nel corso del quale hanno perso la vita i due pescatori indiani: “Ci sono due procedimenti in corso” – taglia corto. Dal racconto del capitano emerge l’odissea di giorni passati ad aspettare. “Tante volte sembrava finita, ma poi saltava fuori un cavillo e non si partiva mai – spiega Vitelli – diciamo che adesso sono come San Tommaso. Prima voglio salpare le ancore e poi ne sarò certo”. Stessa cautela espressa da Carlo Noviello, suo comandante in seconda: “E’ una bella notizia, ma per festeggiare aspetteremo il ritorno in Italia dei due ragazzi che abbiamo lasciato a terra. Lo abbiamo promesso”. Per il ministro degli esteri Giulio Terzi si tratta di un primo passo verso la soluzione della vicenda.

A.M.

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