Cronaca

Il Vescovo benedice il Crocifisso

Il giorno dell’Epifania doppia cerimonia alla parrocchia Massimiliano Kolbe


Per la parrocchia Massimiliano Kolbe di Paolo VI quella di martedì sarà una Epifania particolare. Alle 18,30 ci sarà infatti la solenne celebrazione Eucaristica presieduta dall’arcivescovo monsignor Filippo Santoro. Due momenti scandiranno la cerimonia: la benedizione del Santissimo Crocifisso e l’intitolazione della via a Padre Valeriano M. Valeriani.

A Padre Valeriano è stata intitolata, nel quartiere “ Paolo VI” , la via di collegamento tra via A. De Gasperi, via A. Boccarelli e via Togliatti e confluisce su piazza S. Massimiliano Kolbe, dove si affaccia la parrocchia. P. Valeriano Maria Valeriani (29.2.1912-20.3. 2001), giovanissimo entra nell’Ordine dei Frati Minori Conventuali. Ad Assisi, dove trascorre l’anno di noviziato e prosegue gli studi liceali, filosofici e teologici, è ordinato sacerdote il 21 luglio 1935. Coltiva la vocazione missionaria che lo accompagna nella sua attività pastorale. Grande ammiratore e seguace di San Massimiliano Kolbe, che ha conosciuto personalmente, fa propria la causa dell’Immacolata alla quale si consacra. Non si è mai risparmiato nell’apostolato e, in particolare, nell’amministrare il Sacramento della Riconciliazione e della Direzione Spirituale. Nel 1955, dà vita a Spinazzola all’Istituto Secolare delle Missionarie Militi dell’Immacolata, diffondendosi in Puglia e in Campania. Il 25 settembre 1977, l’Istituto viene aggregato all’OFM Conv. e in data 8 maggio 1996 è riconosciuto Istituto Secolare di diritto diocesano. A Taranto, suo ultimo domicilio, si spende per i fedeli che accorrono numerosi anche dalle comunità vicine per ricevere una parola di incoraggiamento e di speranza.

Il Santissimo Crocifisso è costituito da una croce dipinta con lapislazzuli per richiamare la prima croce commissionata dai primi frati francescani, che aveva il fondo azzurro.  Le conchiglie, che formano la cornice della croce, nel linguaggio iconografico, simboleggiano la perfezione divina.

È dipinto su legno massello con uno spessore di 10 cm, è alto m. 2,25, pesa circa 140 kg. L’icona è opera di Saverio Cirilli. Le quattro lettere greche sul braccio orizzontale significano “Gesù Cristo”. Il “sangue e l’acqua”, che escono dalle piaghe del costato, non scendono lungo il corpo, ma zampillano come sorgente. Il bianco e azzurro richiama il colore tipico degli ebrei e la divisa di S. Massimiliano Kolbe quando era nel campo di concentramento. Anche S. Massimiliano, sull’esempio di Gesù, ha offerto la sua vita per salvare un compagno di prigionia.

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