22 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 22 Ottobre 2020 alle 19:45:15

Cronaca

La tarantina Serena Petrucciolo citata dal presidente Napolitano nel discorso di fine anno

“Per me un grande onore”. E’ a capo dei servizi sanitari su nave Etna


“È stata una cosa assolutamente inaspettata: una sorpresa e un grande onore per me, sentire il Presidente citare il mio nome e quello della nostra nave e del suo equipaggio. Ho vissuto un'emozione davvero unica, bellissima, meravigliosa, non ci sono aggettivi per descriverla. Un grande orgoglio per tutti noi, non solo per me personalmente”.

Così Serena Petrucciolo commenta all'AdnKronos – che l'ha raggiunta a bordo della nave Etna attraccata nel porto di Augusta, poco a nord di Siracusa – l'emozione di sentirsi direttamente nominata dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, durante il suo messaggio agli italiani.

“Ho avuto la fortuna di ascoltare in diretta il discorso di fine anno del Presidente, ero davanti alla tv nella mia infermeria a bordo della nave Etna assieme al team sanitario che lavora con me”, una ventina di persone in tutto. “Siamo orgogliosi di questi italiani campioni di cultura e di solidarietà – aveva detto Napolitano – come Serena Petriucciolo, ufficiale medico della Marina che sulla nave Etna ha aiutato nella notte di Natale una profuga nigeriana a dare alla luce la sua bimba”. “Non ho mai incontrato personalmente il presidente Napolitano, neppure in occasione di qualche cerimonia pubblica. Sarei felicissima di incontrarlo ora – afferma Serena – per ringraziarlo e per dirgli come io sia onorata del fatto che ha citato il mio nome e quello della mia nave in un discorso così importante come il messaggio di fine anno agli italiani”.

Prosegue il racconto di Serena Petrucciolo: “Quel giorno lo ricordo come un momento molto intenso, di impegno incalzante: avevamo già recuperato centinaia di migranti, avevamo lavorato anche nelle ore della Vigilia natalizia fino a notte fonda e poi il giorno di Natale. Alle dieci di sera, questa donna è entrata in travaglio e noi abbiamo concluso in maniera fantastica quella giornata, con una nascita proprio nel giorno del Natale: indimenticabile. Ha ripagato tutta la fatica, l'impegno, la tensione che avevamo accumulato”. Pugliese di Taranto – “è stato guardando le navi militari attraccate al porto della mia città che mi sono innamorata della Marina sin da piccola”, confessa – 30 anni compiuti il 5 dicembre, si è iscritta all'Accademia navale di Livorno e si è laureata in Medicina e chirurgia nel 2011 e dopo corsi di specializzazione previsti per i medici-marinai, è stata imbarcata prima sulla nave Espero e poi a fine 2013 sulla Etna, di cui è capo della componente sanitaria.

L'impegno è stato svolto finora nell'ambito del dispositivo della missione 'Mare Nostrum' nel Mediterraneo per la sorveglianza, la sicurezza e il soccorso marittimo ai migranti. Ma si sente più medico o più marinaio? “Non si possono scindere le due funzioni e le due personalità – risponde – Hanno tutte e due la medesima importanza e per me si tratta di due sogni che ho realizzato contemporaneamente”

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