19 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Aprile 2021 alle 15:35:44

Cronaca

“Uniti contro la mattanza”


TARANTO – Promuovere l’associazione familiari vittime della crisi e sensibilizzare le istituzioni sul fenomeno dei suicidi per motivi economici. E’ la battaglia di Maria Teresa Carlucci la moglie di Giuseppe Di Tinco, il commerciante ginosino che si è tolto la vita per un fido negato dalla banca. “Subito dopo la tragedia ci sono stati contatti con il Cna di Mestre – spiega l’avvocato Giuseppe Lecce, il legale che rappresenta la famiglia Di Tinco- avremo un incontro a Roma con associazioni che si stanno battendo per fermare un fenomeno sempre più dilagante che sta diventando una vera e propria emergenza sociale.

L’associazione familiari vittime della crisi scenderà in campo per chiedere alle istituzioni un impegno fattivo, ad esempio, attraverso uno sportello al quale si possano rivolgere imprenditori, commercianti, artigiani e lavoratori che sono strozzati dalla crisi e che non vedono via d’uscita. E’ prioritario sensibilizzare tutte le istituzioni riguardo ad una fenomeno che fa davvero paura ”. Il Veneto per esempio è già in fermento e sta vedendo la nascita di associazioni di familiari delle vittime della crisi. Associazioni onlus che hanno lo scopo di aiutare le famiglie attraverso un numero verde e un pool di psicologi ma anche di avvocati. “A causa delle crisi economica in Italia sono oltre 30 i suicidi dall’inizio del 2012 e negli ultimi tempi, purtroppo, la cifra sta crescendo con quasi un suicidio al giorno – aggiunge l’avvocato Lecce – un dato preoccupante che fa riflettere e che spinge a produrre iniziative concrete come la nascita di associazioni che lavorino sul campo per denunciare il problema e per suggerire delle soluzioni”. E sarebbe certamente auspicabile che su tutto il territorio nazionale si approvasse il fondo anti-suicidi, così come ha fatto la Regione Veneto. Un fondo di solidarietà che possa, con il coinvolgimento delle Prefetture e dei Consorzi Fidi, evitare che imprenditori, commercianti e artigiani si tolgano la vita a causa della crisi economica. La Regione Veneto ha approvato una delibera che prevede finanziamenti agevolati che aiutino imprenditori, commercianti e artigiani che fanno fatica ad acceder al credito. Le delibera prevede finanziamenti agevolati da 25 a 500 mila euro (300mila per le imprese artigiane non manifatturiere). I fondi regionali forniscono il 50% del finanziamento, l’altro 50% dalla banca riducendo della metà gli interessi passivi. Il rimborso avverrà massimo in cinque anni. Previsto anche un numero verde per le informazioni.

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