19 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Settembre 2021 alle 22:47:00

Cronaca

Assoldò i killer per uccidere il prete


TARANTO – Un medico che, licenziato, prima prepara un dossier per screditare l’istituto dal quale è stato allontanato, poi contatta la camorra per commissionare l’omicidio del suo ex ‘datore di lavoro’, un sacerdote. Trama e personaggi di una storia sbarcata in tribunale. Imputato il dermatologo tarantino Roberto Giannico, 50 anni, ex dirigente medico della colonia hanseniana di Gioia del Colle gestita dall’ente ecclesiastico ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti. Il fascicolo è approdato a Taranto dopo il trasferimento del caso da Bari.

Il professionista – difeso dagli avvocati Luca Balistreri ed Elio Addante – risponde di tentata estorsione e falsità materiale ed ideologica. Nell’ordinanza di custodia cautelare il gip non ha accolto la richiesta del pm di arrestare il medico per il tentativo di omicidio del sacerdote, don Mimmo Laddaga, che vive ora sotto protezione. Oggi, in sede di udienza, è stata disposta una perizia sulle intercettazioni. Una storia che comincia nel luglio del 2009, quando Giannico viene licenziato con l’accusa di aver falsificato i diari clinici di due pazienti in cura al lebbrosario di Gioia del Colle, con l’obiettivo di nascondere un presunto caso di malasanità. Il dermatologo allora prima realizza una sorta di dossier nel quale parla di mala gestione. Un’arma da utilizzare per ricattare l’Ente Ecclesiastico (i fatti raccontati sono confluiti in un’inchiesta parallela) e don Laddaga, che però non cede. Giannico, allora, alza il tiro, sempre secondo la ricostruzione dell’accusa, e si rivolge addirittura alla camorra. Secondo gli inquirenti il medico incontra il possibile killer, ma l’affare salta per questioni di soldi. Giannico prima pensa di rivolgersi alla mala tarantina, per poi – sostengono i magistrati – elaborare un piano per commettere ‘in proprio’ l’omicidio. L’inchiesta accelera e porta all’arresto dell’uomo.

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