Cronaca

Il futuro dell’Ilva. Sette giorni per il decreto-bis

I soldi per il Siderurgico inseriti nel provvedimento “Investment compact”


Un nuovo provvedimento del governo a favore (anche) dell’Ilva. Si compone di 21 articoli l’ultima bozza del decreto sul cosiddetto Investment compact: andrà in consiglio dei ministri il 20 gennaio.

Via libera ad un Fondo pubblico-privato per le crisi industriali, con la possibilità di inserirlo come emendamento al decreto Ilva, mentre sono state predisposte nel dettaglio le misure per l’ innovazione delle piccole e medie imprese, per la cultura e il Terzo settore.

E’ da qui che dovrebbero uscire i soldi per la fabbrica che incombe alle porte di Taranto, pronta a tornare sotto la rassicurante mano pubblica. Previsto il riassetto del Fondo centrale di garanzia, che opererà anche a “copertura” di imprese di assicurazione e di Oicr (organismi di investimento collettivo del risparmio). Non solo: garantirà anche i titoli derivanti da cartolarizzazione che abbiano oggetto crediti nei confronti di Pmi, in questo modo il governo punta ad adeguarsi alle politiche della Bce e, in particolare, al piano di acquisto delle cosiddette Abs (assetbacked securities) mezzanine.

In tema di grandi investitori, invece, in base alla bozza “le imprese che intendono avviare piani di investimento pluriennali di importo superiore a soo milioni, per importi annuali non inferiori a ioo milioni, hanno accesso a una procedura di ruling che si conclude con la stipulazione di un accordo, tra il competente ufficio dell’Amministrazione pubblica e l’impresa”. Nasce poi la categoria di “Pmi innovativa”, che includerà le piccole imprese con spese in R&S pari almeno al 10% del maggiore valore tra costo e valore totale della produzione e con almeno un terzo della forza lavoro espresso da personale altamente qualificato. Un altro requisito sarà la presenza di almeno un brevetto.

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