22 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 22 Ottobre 2020 alle 20:15:26

Cronaca

Appalti & Tangenti in Marina, scoperchiato il grande affare

Imponevano il "pizzo" a diversi imprenditori per i pagamenti: in carcere sei ufficiali e un dipendente civile di Maricommi


Appalti&mazzette alla Marina Militare: s’impenna l’inchiesta che nei mesi scorsi aveva portato all’arresto di un ufficiale e che, ora, registra l’esecuzione, nelle provincie di Taranto, Roma e Napoli, da parte dei Carabinieri del Comando Provinciale di Taranto, di sette ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip su richiesta della Procura della Repubblica.

Le misure restrittive e contestuali perquisizioni vedono fra i destinatari appartenenti della Marina Militare fra i quali ufficiali, sottufficiali e personale civile, ritenuti responsabili, in concorso tra loro, d concussione nell'ambito di appalti in favore dell'ente.

Sono finiti in manette Attilio Vecchi, capitano di vascello della Marina Militare, 53anni, residente a Ladispoli (Roma), in servizio al comando logistico della Marina Militare di Napoli quale capo ufficio carbolubrificanti (Maricomlog); Riccardo Di Donna, nato a Roma, 43 anni, capitano di fregata della Marina Militare in servizio presso lo Stato Maggiore della Difesa a Roma (Stamadifesa); Marco Boccadamo, 50 anni, di Taranto, capitano di fregata della Marina Militare, in servizio allo Stato Maggiore della Marina a Roma (Maristat); Giovanni Cusmano, capitano di fregata della Marina Militare, 47 anni, nato a Messina e residente a Taranto, in servizio a Maricentadd a Taranto; Giuseppe Coroneo, 46 anni, nato a Gorizia, residente a Taranto, capitano di fregata della Marina Militare, in servizio a Maricommi Taranto, vice direttore; Antonio Summa, 53 anni, luogotenente della Marina Militare, in servizio al quinto reparto di Maricommi Taranto; Leandro De Benedictis, 55 anni, di Taranto, dipendente civile del ministero della Difesa, in servizio al quinto reparto di Maricommi.

L’accusa sostiene che, in concorso tra loro, Boccadamo e Cusmano, abusando della loro qualità e dei loro poteri con la minaccia di ostacolare la regolare emissione dei mandati di pagamento per la esecuzione dei lavori di ritiro e trattamento delle acque di sentina provenienti dalle varie unità navali presenti nelle sedi di Taranto e Brindisi in favore della Lede SpA, affidataria per conto della Marina Militare, costringevano Vincenzo Bruno, amministratore della Lede, a versare loro con cadenza mensile in tempi diversi più somme di denaro non dovute per importi variabili tra 2mila e 2mila e 500 euro ciascuno. Tutto ciò fino all’11 luglio 2010.

Compreso Roberto La Gioa, il capitano di fregata arrestato nei mesi scorsi, tutti gli imputati sono accusati di avere, in concorso tra loro nelle rispettive qualità con la minaccia di ostacolare la regolare emissione dei mandati di pagamento, per la esecuzione dei lavori di manutenzione e forniture di servizi e materiali loro affidati per conto della Marina, costretto la Lede e altri imprenditori a versare materialmente a La Gioa in tempi diversi più somme di denaro non dovute per importi variabili e altre utilità per un valore complessivo di circa il 10 per cento somme che La Gioia provvedeva successivamente a distribuire agli altri concorrenti in diverse parti percentuali, secondo gli accordi tra loro intervenuti.

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