Cronaca

Vincita negata al Totocalcio: un’altra denuncia

Questa volta l'esposto parla di associazione per delinquere, truffa, falso e distruzione di atti


Una denuncia per associazione per delinquere, truffa, falso e distruzione di atti, è stata presentata presso la procura della Repubblica di Taranto da Martino Scialpi, il commerciante di Martina Franca che il primo novembre del 1981 realizzò un 13 al Totocalcio che gli avrebbe fruttato oltre 800 milioni delle vecchie lire, ma il Coni, per varie ragioni, si è sempre rifiutato di corrispondere la vincita.

L'esposto è stato firmato anche dall'avvocato Guglielmo Boccia, difensore dello scommettitore, che si ritiene danneggiato per non aver potuto esercitare il diritto di difesa.
Si tratta di una denuncia nei confronti di due legali del Coni, di un cancelliere, un funzionario e un dirigente del Tribunale ordinario di Roma. Il Coni sostiene che la matrice del tagliando non sia mai arrivata all'archivio corazzato del Totocalcio, ma la schedina fu dichiarata autentica. Scialpi e Boccia segnalano una serie di “anomalie e discrasie” che avrebbero “influenzato” la decisione del giudice Barbara Perna del tribunale civile di Roma che, il 25 novembre scorso, ha accolto l'istanza presentata dal Coni di sospensione dell'efficacia del titolo esecutivo sul quale si fonda il pignoramento presso la Bnl, conto terzi, della somma di 3,9 milioni di euro nella disponibilità del Coni.

Nella denuncia si rammenta che il 14 febbraio del 2012 un giudice civile ordinò al Coni di pagare nei confronti di Scialpi la somma di oltre 2 milioni e 300mila euro, ma l'efficacia esecutiva del titolo fu sospesa (dopo l'opposizione dello stesso Coni) dal giudice Massimiliana Battagliese il 2 agosto 2013. Il provvedimento però non fu “mai notificato” allo scommettitore, al suo legale e all'avvocato domiciliatario a Roma.

Secondo i denuncianti il Coni avrebbe presentato documenti falsi per attestare l'avvenuta notifica dello stesso provvedimento alle controparti e condizionare la sentenza del giudice.

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