10 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 10 Maggio 2021 alle 07:32:34

Cronaca

Ospedali, è allarme furti

Un giro d’affari di 22 milioni di euro per un business che fa gola alla criminalità. Anche in Puglia e a Taranto le “scorribande”


TARANTO – Nelle settimane scorse il tentativo di furto alla “Cotafarti”, deposito di farmaci a Taranto. Prim’ancora le scorribande all’ospedale Santissima Annunziata e al “Giannuzzi” di Manduria. Ma non solo. Insomma, la provincia jonica non è stata esente da queste ed altre “scorribande”.
Il fatto è che il business dei farmaci fa gola alla criminalità. Il trend dei furti negli ospedali è in continua crescita. “In due anni e mezzo il giro d'affari di questa attività è arrivato a toccare i 22 milioni di euro. Con un centinaio di casi totali: nel 2013 sono stati almeno 53 i furti nelle farmacie ospedaliere e ben 37 quelli registrati nei primi 5 mesi del 2014. Un aumento legato alla facilità con cui possono essere commessi questi reati e l'alta remunerazione della vendita di antitumorali sul mercato parallelo. Un mercato che, molto probabilmente, fa gola alla Camorra e alla Mafia”. A fotografare il fenomeno per l'Adnkronos Salute è Transcrime, il Centro interuniversitario di ricerca sulla criminalità transnazionale dell'Università Cattolica di Milano e dell'Università degli studi di Trento, che ha aggiornato i dati disponibili. La ricerca di Transcrime si basa sulle notizie riportate dai media e ha analizzato il fenomeno attraverso la rassegna stampa. Tra il 2006 e il 2014 un ospedale italiano su dieci ha subito un furto di farmaci, con un 'bottino' medico che arriva a 330 mila euro, in leggero calo lo scorso anno, con 250 mila. “Il trend dei furti è in aumento e stiamo analizzando anche altre tipologie di sottrazione illegale, come ad esempio quelle ai camion che trasportano i medicinali – spiegano Michele Riccardi e Marco Dugato, ricercatori dell'Università Cattolica di Milano – a far gola alla criminalità sono gli antitumorali, gli immunosoppressori, gli antireumatici, i biologici e in alcuni episodi le pillole per il trattamento della disfunzione erettile”. Lo scorso anno in Campania e Puglia è avvenuto il 45% dei casi totali, come già nel 2013. Al centro e al Nord le Regioni più colpite sono Lazio, Lombardia e Friuli Venezia Giulia. È solo di alcuni giorni fa la notizia del mega-furto di antitumorali in due depositi a Nola e Ottaviano in Campania, appunto, e la rapina alla Coopfarma di Lecce, società che si occupa della distribuzione di medicinali e prodotti parafarmaceutici sul territorio salentino.
Il fenomeno, spiega lo studio, può essere determinato da una varietà di fattori: la necessità di acquistare medicinali a prezzi più bassi di quelli del mercato legale (se non rimborsati dal Ssn) o di reperire farmaci per qualche motivo carenti, oppure la volontà di ricorrere a farmaci e sostanze attive legali per finalità illegali (ad esempio l'uso di Epo nel doping).
“È presumibile che i prodotti rubati – osservano i ricercatori – vengano reimmessi sul mercato illegale, a livello nazionale ma anche all'estero, in Paesi caratterizzati da un sistema sanitario più debole o da difficoltà di accesso ai canali legali (Est Europa e Grecia)”. La geografia dei furti, prevalentemente nel Sud Italia, la tipologia dei farmaci sottratti e le modalità di ricettazione confermano l'ipotesi che in questa attività illecita possa essere coinvolta la criminalità organizzata.
“L'Italia è purtroppo leader in Ue di questa tipologia di furti – chiariscono Michele Riccardi e Marco Dugato – casi simili li abbiamo riscontrati solo in Sud America, Argentina o Messico, ma il nostro Paese viste le sue peculiarità territoriali permette con maggiore facilità scambi illegali con paesi dell'Est e del Mediterraneo”. Su come vengono organizzati questi furti i ricercatori di Transcrime hanno alcune ipotesi: “Dalle verifiche che avevamo fatto risultava che il 30% delle sottrazioni avveniva grazie all'aiuto di una persona interna all'ospedale, inoltre spesso non c'è erano tracce di forzatura di porte o finestre. È chiaro che quantità elevate di medicinali hanno poi bisogno di una rete di sostegno che possa falsificare documenti e bolle – avvertono i ricercatori – che solo un'organizzazione criminale come la Camorra o la Mafia può già avere in piedi sul territorio”.

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