19 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Aprile 2021 alle 15:35:44

Cronaca

Ucciso tra la gente. La Corte d’Appello conferma la condanna


TARANTO – Ad uccidere Saverio Soleto, la sera del 17 ottobre 2007, in corso Vittorio Emanuele a Talsano, fu Cristian Cocciolo. E’ questa la sentenza emessa dalla Corte d’Appello, che ha confermato la condanna emessa in primo grado a 23 anni di carcere. Per i giudici fu Cocciolo a sparare a distanza ravvicinatae, uccidendo all’istante il pregiudicato, nel corso principale della borgata, in quel momento affollato di gente. L’imputato, difeso dagli avvocati Emilia Velletri e Vito Russo, è stato condannato sulla base della ricostruzione dell’accusa che ha fatto perno sulle dichiarazioni di un testimone, un ispettore della Squadra Mobile, che lo ha riconosciuto l’assassino.

Soleto, come detto, venne assassinato nel cuore di Talsano. Il killer agì sotto gli occhi di decine di testimoni. Raggiunse il suo obiettivo e sparò a ripetizione con una pistola. Per Soleto non ci fu nulla da fare. Il sicario riuscì a fuggire. Poche ore dopo gli uomini della Polizia erano già sulle tracce di Cristian Cocciolo. Il giovane venne fermato, e il provvedimento venne confermato dal giudice delle indagini preliminari. Movente del delitto sarebbero stati i dissidi di natura personale tra l’imputato e la vittima. Il colpo di scena arrivò in Cassazione con l’annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare. Cocciolo tornò in libertà ma solo per pochi mesi. Nel giugno del 2008 anno venne riarrestato. Quindi, la vicenda è approdata prima in corte d’Assise quindi, successivamente, in Appello. Dove anche i giudici del secondo grado hanno riconosciuto la colpevolezza dell’imputato, con la condanna a ventitre anni di reclusione.

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