16 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Giugno 2021 alle 18:41:07

Cronaca

Processo d’Appello alla nuova mala, in arrivo la sentenza

Il secondo grado del giudizio delle persone coinvolte nel blitz Scarface


Processo alla nuova mala: oggi l’Appello per “Scarface”. E non è escluso che i giudici vadano in camera di consiglio per la sentenza.

Nella scorsa udienza è stata chiesta la conferma delle condanne. Nella sua requisitoria il pm Alessio Coccioli ha anche chiesto il ripristino del reato di associazione mafiosa. In primo grado trentuno le condanne e quindici le assoluzioni.

La sentenza nella primavera del 2013 con condanne per oltre due secoli. In primo grado la pena maggiore, 30 anni, è stata inflitta a Vincenzo Romano. Dodici anni, invece a Giuseppe Florio, ritenuto elemento di spicco del gruppo, ventitrè anni a Massimiliano Gargiulo, ventisei anni e otto mesi a Carmelo Savino, undici a Michele Cicala, sette anni a Salvatore De Vincentis, sei anni e mezzo ad Alfonso Sansone, otto anni a Giuseppe Gatta, sei anni a Ignazio Taurino, sei anni a Calogero Bonsignore, sei anni a Giulio Modeo, sette anni a Cristiano Ottomano, tre anni a Emanuele Vincenzo Cavallo, nove anni a Giuseppe Scarciglia, nove anni a Luigi Maiorino, dodici anni a Nicola Pedone, quattro anni e mezzo a Giovanni Capozza, sei anni a Cataldo Ricciardi, due anni a Francesco Ricciardi, tre anni e mezzo ad Anna Guarella, due anni e due mesi a Francesco Presicci, due anni e due mesi a Cipriano Florio, due anni ad Assunta Esposito, tre anni a Marcello Macchitella, tre anni e quattro mesi a Mirko Macchitella, tre anni e quattro mesi a Giuseppe Tricchinelli, due anni e mezzo a Gianluca Gargiulo, tre anni e quattro mesi a Egidio Scarci, tre anni a Cosimo Mancone, un anno e mezzo ad Anna Simonetti e un anno e tre mesi a Nicola Gaeta.

Il blitz del 2008 portò all’arresto di circa 50 persone. I provvedimenti furono eseguiti a conclusione di un’attività investigativa, avviata dalla Mobile di Taranto nell’ottobre del 2005 . Secondo l’accusa il gruppo avrebbe fatto prima rilevare un interesse verso investimenti patrimoniali di media portata, con l’acquisto di esercizi commerciali, talvolta intestati a prestanome. L’indagine è dura ta circa quattro anni. Rilevante, inoltre, a disponibilità di numerose armi (pistole e fucili di diverso calibro). Estorsioni anche ai danni di imprenditori e commercianti. Diversi episodi di detenzione di droga, accertati a carico sia degli appartenenti al gruppo che dei pusher di volta in volta identificati.

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