17 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Settembre 2021 alle 19:50:29

Cronaca

Più prof per salvare le vite

Il progetto “Due mani sul torace”


“Due mani sul torace” per salvare la vita in caso di arresto cardiaco. Il progetto va avanti. Una tappa importante è stato l’incontro che, martedì sera, si è tenuto a Roma. Presso il Ministero della Pubblica Istruzione il direttore del Sistema 118 dell’Asl di Taranto, nonché segretario nazionale della Società Italiana dei Sistemi 118, Mario Balzanelli, accompagnato dal direttore del Dipartimento di Emergenza del Policlinico Gemelli di Roma, Nicolò Gentiloni Silveri, ha incontrato il sottosegretario alla pubblica istruzione Davide Faraone ed i tecnici del suo staff.

Al centro dell’incontro il progetto di insegnamento obbligatorio nelle scuole italiane del massaggio cardiaco e delle prime manovre salvavita di primo soccorso, promosso dallo stesso dottor Balzanelli e strutturato con l’intento preciso di contribuire a contenere la strage dell’arresto cardiaco improvviso in Italia: 8 morti all’ora, 60 mila all’anno, un importante traguardo sarebbe quello di salvare almeno 20 mila di queste persone. Si tratta di insegnare alla popolazione a saper riconoscere, in caso ci si trovi al cospetto di persona colta da arresto cardiaco improvviso, i sintomi più importanti e di attivare nei primi 3 minuti dal verificarsi dell’evento le manovre salvavita, in attesa dell’arrivo dei soccorsi avanzati sul territorio, ossia personale e mezzi del 118.

Il progetto nasce a Taranto nel 2005: viene presentata una proposta di legge di iniziativa popolare sull’insegnamento più complessivo del primo soccorso nelle scuole italiane. La proposta di legge di iniziativa popolare raccoglie in tutta Italia oltre 93 mila firme e viene depositata nel 2008 in Senato. In questi anni, a causa delle continue difficoltà economiche, i politici che a turno si sono occupati della questione avevano chiesto una rimodulazione del progetto che, stringendo all’essenziale, vale a dire l’insegnamento del massaggio cardiaco perché sempre più italiani siano nelle condizioni di imparare la manovra salvavita, ha gradualmente puntato almeno al solo massaggio cardiaco e, ultimamente, anche all’uso del defibrillatore semiautomatico.

Nell’incontro di martedì sera, si è tentato, invece, di recuperare la portata più complessiva del progetto e i tecnici del sottosegretario hanno chiesto una sua implementazione. Richiesta rispetto alla quale, il dottor Balzanelli, nella sua veste di segretario della Società italiana dei Sistemi 118, ha subito potuto rispondere di sì, forte della disponibilità ricevuta qualche giorno prima proprio dai responsabili del sistemi italiani in riunione a Salerno. Sulla scorta dell’impostazione originaria del progetto, è stato possibile già nella riunione di martedì al Ministero mettere in piedi un modello di sistema implementato. In buona sostanza, il Ministero ha chiesto uno sforzo suppletivo ai 118 italiani intendendo coinvolgere non solo i docenti di Educazione motoria delle scuole superiori, ma anche i docenti della stessa disciplina delle scuole medie. Perché gli stessi, dopo aver frequentato un apposito corso di formazione tenuto dal personale esperto del 118, possano riversare sulla popolazione scolastica italiana gli insegnamenti essenziali di primo soccorso.

Fondamentalmente ai docenti-discenti saranno rivolti corsi obbligatori annuali di formazione di 8 ore in cui saranno insegnate le tecniche di first aid, del massaggio cardiaco, della defibrillazione semiautomatica, della rianimazione cardiopolmonare, delle tecniche di disostruzione delle vie aeree nel paziente pediatrico ed adulto, di emostasi. Le abilità raggiunte dovranno essere testate e documentate dal personale sanitario del 118 che fungerà da supervisore. A scuola, i docenti dovranno far allenare i propri studenti su tali tecniche. Ma un intervento è richiesto al personale sanitario anche nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria dove si chiede vengano insegnate a piccoli gruppi di docenti le tecniche, in primo luogo, della disostruzione delle vie aeree in considerazione dei numerosi incidenti che si verificano quotidianamente anche nelle scuole. “Se ci viene chiesto questo sforzo in più, lo faremo. C’è la disponibilità dei 118 italiani. Siamo già partiti con questa rimodellazione dell’impianto”, dichiara  Balzanelli.

Nel corso dell’incontro è stata presentata l’attività svolta e sperimentata nelle scuole tarantine. E’ stato mostrato un video sulle attività di formazione svolte nel liceo Archita. Ora si tratta di estendere la sperimentazione nelle scuole italiane. Da parte loro, i sanitari hanno chiesto garanzie che la seconda fase – vale a dire la ricaduta a cascata sugli studenti italiani della formazione sulle tecniche di soccorso – venga realmente e periodicamente effettuate nelle scuole.

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