27 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Novembre 2021 alle 17:56:00

Cronaca

Cresta sui fondi per l’alluvione. Sparite le carte


TARANTO – Documenti spariti – o, per meglio dire, nascosti – che potrebbero consegnare ulteriori sviluppi alla storiaccia dei soldi per gli alluvionati dirottati alla moglie. Proseguono gli accertamenti della Guardia di Finanza su Giuseppe Antonio Capuzzimati, sammarzanese di 56 anni, oramai ex funzionario istruttore direttivo presso l’ottavo settore della Provincia di Taranto. L’uomo è stato arrestato con le accuse di concorso in truffa aggravata e falso. Dopo aver curato le pratiche dei finanziamenti pubblici destinati alle imprese danneggiate dagli alluvioni del 2002 e 2003, Capuzzimati inseriva il nome della moglie al momento della liquidazione del denaro.

Un gioco fruttato a lui e alla consorte ben 672.477 euro, secondo la ricostruzione dei finanzieri che hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Martino Rosati su richiesta del pm Maurizio Carbone. Proprio nell’ordinanza si legge che “a riprova – semmai fosse necessario – della condotta infedele dell’indagato e della necessità, per lui, di disperdere, dissimulare, o confondere la documentazione di riferimento” va segnalato “il mancato reperimento di larga parte della documantazione relativa a tali pratiche, nonchè le numerose, eterogenee e significative anomalie riscontrate dagli inquirenti nella disamina di esse, che sono sintomatiche del posticcio inserimento della moglie tra i beneficiari delle elargizioni, a volte anche con modalità grossonale”. “Veramente sorprendente” annota poi il gip “è l’impudenza con la quale Capuzzimati, per quasi sei anni, ha tranquillamente se non addirittura grossolanamente falsificato, e poi disperso o soppresso gli atti amministrativi da lui redatti, peraltro disvelando per lo meno una falla nella organizzazione dei modelli operativi della Provincia di Taranto a dir poco inquietante, se è vero che è stato possibile distrarre con tanta disinvoltura quasi settecentomila euro, senza che nessuno dei superiori gerarchici se ne accorgesse (ognun vede, in verità, che l’unica ipotesi alternativa plausibuile sarebbe ancora più lugubre)”. Nei giorni scorsi, comunque, al termine di un procedimento disciplinare la Provincia aveva licenziato Capuzzimati, che oggi è stato interrogato dal gip, assistito dal suo legale, l’avvocato Egidio Albanese. L’ex funzionario ha ammesso le sue responsabilità, spiegando di aver agito da solo e che quei soldi gli sono serviti per alcune necessità economiche.

Giovanni Di Meo

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