12 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 12 Aprile 2021 alle 16:52:04

Cronaca

“I consorzi sono la chance per le piccole imprese”


TARANTO – C’è l’ufficializzazione della Giunta di Confindustria. Vincenzo Cesareo può parlare oggi da presidente “designato” alla successione di Luigi Sportelli. In attesa che venga fissata la data della prossima riunione di giunta (entro trenta giorni, da regolamento) durante la quale il candidato presenterà programma e squadra, Cesareo (già presidente della sezione metalmeccanica di Confindustria Taranto) ha le idee chiare. Il primo pensiero è per le piccole imprese alle quali, ha detto “a caldo”, rivolgerà particolare attenzione in quanto “spina dorsale dell’economia del territorio, ma oggi vessate da una crisi senza precedenti che impone da parte dell’associazione una poderosa e necessaria azione di sostegno”.

A Vincenzo Cesareo abbiamo chiesto come sarà l’associazione degli industriali qualora fosse confermata la sua elezione. Lei ha già dichiarato che le piccole imprese saranno un punto cardine del suo programma. Ma in che modo le potrete aiutare? “Innanzitutto permettendo loro di aggregarsi. Stimoleremo la creazione di reti di imprese e consorzi che sono strumenti indispensabili per quelle imprese che sono sottodimensionate rispetto alle esigenze del mercato. Le piccole imprese rispetto al passato avranno un’attenzione maggiore da parte dell’associazione che le supporterà nell’esplorazione di nuovi mercati, ad esempio, così come sarà assicurato il supporto a nuovi settori produttivi, alle nuove tecnologie e alla formazione, alla ricerca e allo sviluppo. Attraverso la formazione di appositi pool sosterremo le aziende nel marketing e nell’accesso ai processi di internazionalizzazione”. Quindi le imprese, anche le più piccole, devono guardare oltre i confini territoriali. “Le piccole imprese devono alfabetizzarsi prima di aprire al mercato estero. Non sono cose che possono essere improvvisate nè che si imparano dalla sera alla mattina. Molto spesso la difficoltà nasce anche dal non avere le possibilità di sostenere i costi rispetto ad aziende più strutturate. Confindustria si impegnerà in azioni per confermare la centralità del sistema industriale sul territorio”. Ma come va inquadrata una sua possibile elezione, sarà nel segno della continuità o segnerà una controtendenza rispetto al passato? “Parliamo di continuità. La presidenza di Sportelli ha fatto molte cose buone: ha aperto ad esempio l’associazione ad un processo democratico, ha aperto spazi prima preclusi e si è dotata di organi associativi formati da tanta gente. Io stesso sono espressione della giunta Sportelli in quanto membro del comitato di presidenza e parte della dirigenza uscente. Sarebbe ingeneroso non riconoscere quanto fatto fino ad oggi. Certo, quello che avverrà domani sarà in linea con i cambiamenti inevitabili degli scenari. Io non mi chiamo Luigi Sportelli, sono Enzo Cesareo e ci metterò il mio modo di fare, che potrà essere più o meno apprezzato”. Tornando al programma, quale sarà il rapporto con il territorio? “Promuoveremo la coesione con le associazioni di categoria e con le istituzioni. Affronteremo prima un dibattito interno, poi esterno, dal quale scaturiranno le nostre idee per fare in modo che le istituzioni ci accompagnino nella difesa delle imprese del territorio. Non crediamo negli steccati, ma rivendichiamo le pari opportunità delle imprese locali rispetto a quelle esogene, che vengono da fuori, perché è l’imprenditore che resta sul territorio a fare la vera ricchezza. Rivendichiamo quindi pari opportunità ma anche la grande capacità competitiva delle nostre imprese”. Le sembra invece che queste capacità siano state messe in qualche modo in discussione? “Le nostre imprese sono state spesso penalizzate da una scarsa coesione e dalla relazione con le istituzioni che hanno impedito loro di essere protagoniste”. Da presidente della sezione metalmeccanici, che ruolo avrà il comparto? “Non voglio collezionare poltrone. Uno dei primi atti sarà il rinnovamento della sezione con una nuova squadra per i metalmeccanici che potrà accompagnare alla nuova presidenza in maniera coesa; perché le divisioni non giovano a nessuno. Si tratta di uno dei comparti principali per un territorio dalla vocazione metalmeccanica come il nostro”.

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