Cronaca

Il futuro del porto. Dragaggi, no alla sospensiva

La decisione del Tar: a marzo l’udienza di merito, ma i lavori per aumentare la profondità dei fondali ora possono ripartire


I dragaggi possono (ri)partire. E’ il verdetto del Tar di Lecce, che sblocca l’impasse al porto di Taranto respingendo le due istanze di sospensiva presentate dall Grandi Lavori Fincosit, seconda in graduatoria e dalla Piacentini, classificatasi ultima. Le due aziende avevano chiesto al Tar la sospensiva dell’atto con cui l’Autorità portuale, a fine novembre, ha assegnato i dragaggi alla Astaldi Spa per un importo di quasi 52 milioni di euro. L’intervento sarebbe dovuto partire il 5 gennaio. I lavori prevedono l’asportazione di 2,3 milioni di metri cubi di sedimenti marini per portare i fondali del terminal container di Evergreen ad una profondità di 16,50 metri e consentire così l’attracco di navi più grandi.

Il Tar ha subito calendarizzato l'udienza, e affinchè l'organo della giustizia amministrativa decidesse in tempi brevi, si era mosso anche il sindaco Stefàno, che aveva scritto al presidente del Tar evidenziando quanto il rilancio del porto sia importante per l'economia tarantina. I giudici amministrativi hanno fissato le udienze sul merito a marzo e ad aprile, respingendo però le ‘sospensive’. Il dato è che quindi suoi dragaggi si può andare avanti, come intende fare l’Authority. Poi si vedrà. Già il gruppo che fa capo ai Matarrese, che insieme ad altre imprese si era aggiudicato l’opera a novembre 2013, nei mesi scorsi aveva impugnato al Tar il provvedimento dell’Autorità portuale che gli revocava l’appalto e lo assegnava ad un altro raggruppamento, ma il Tar non ha dato la sospensiva e il giudizio di merito ha poi premiato l’Authority.

L’adeguamento della banchina, assegnato al Consorzio stabile Grandi Lavori, Ottomano e Favellato, e dragaggi sono due pilastri sui quali si spera di costruire una nuova competitività per il porto ionico.

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