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21 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 21 Maggio 2022 alle 00:12:00

Cronaca

Intercettazioni del delitto Scazzi, slitta il deposito

La trascrizione riguarda tre conversazioni telefoniche. L’udienza è stata aggiornata al 27 febbraio. “Cosima Serrano parlerà”


Passaggio a vuoto, ieri, al processo Scazzi. Non è stata infatti ancora depositata la trascrizione – sollecitata nell’ultima udienza – di tre intercettazioni telefoniche che era stata commissionata dai giudici nell'ambito del processo d'appello per l'omicidio di Sarah Scazzi, la 15enne di Avetrana uccisa e buttata in un pozzo il 26 agosto del 2010.

Il perito Francesco Abbinante, che aveva rilevato anche un errore nell'indicazione di un numero 'progressivò del verbale di una delle conversazioni da trascrivere (quella tra Cosima Prudenza e Giuseppina Scredo), ha comunicato al collegio di giudici che il suo lavoro è in via di ultimazione. Questa mattina è ripreso il processo alla presenza dei tre principali imputati: le due detenute Sabrina Misseri, cugina della vittima, e la madre Cosima Serrano, e Michele Misseri.

Nell'udienza del 12 dicembre scorso il perito Abbinante aveva avuto 60 giorni per ultimare il suo lavoro. Un lasso di tempo che era stato giudicato eccessivo dalla difesa degli imputati e aveva spinto il presidente della Corte Patrizia Sinisi a chiedere al consulente di cercare di depositare la perizia entro l'udienza di ieri.

Le altre due telefonate da trascrivere (anche traducendo il dialetto) riguardano le telefonate tra Sabrina e il padre Michele prima dell'arresto di quest'ultimo, in particolare nelle prime ore del 7 ottobre 2010, quando l'agricoltore fece ritrovare i resti di Sarah Scazzi in un pozzo nelle campagne di Avetrana.

Il processo è stato aggiornato al 27 febbraio prossimo.

In aula erano presenti i tre principali imputati: le due detenute Sabrina Misseri, cugina della vittima, e la madre Cosima Serrano, condannate all'ergastolo in primo grado per omicidio volontario, sequestro di persona e concorso in soppressione di cadavere, e Michele Misseri, marito di Cosima, condannato in primo grado a otto anni per soppressione di cadavere e che continua a dichiararsi colpevole del delitto.

La Corte d'assise d'Appello, presieduta dal giudice Patrizia Sinisi (a latere De Felice e sei giudici popolari), ha sciolto le ultime riserve confermando il rigetto di eccezioni già presentate dalle difese dei tre imputati relative, tra le altre cose, all'annullamento della sentenza di primo grado per presunte violazioni di natura tecnica, all'utilizzo di interviste rilasciate nel corso di trasmissioni televisive e alle modalità tecniche e di procedura di alcuni accertamenti eseguiti nel corso dell'inchiesta dai carabinieri del Ros.
Il collegio di giudici ha inoltre acquisito, su richiesta del sostituto procuratore generale Antonella Montanaro, un'ordinanza del 2011 del tribunale del riesame di Taranto relativa alla conferma delle misure cautelari per Sabrina Misseri e Cosima Serrano.

Nella prossima udienza sono previste la deposizione del perito ed eventuali dichiarazioni spontanee degli imputati. L'avvocato Franco de Jaco difensore di Cosima Serrano, ha annunciato che la sua assistita parlerà in aula.

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