Cronaca

Sei anni per droga. Condanna annullata dalla Cassazione

Tutto da rifare dopo la sentenza che ha bocciato la condanna in appello


Processo da rifare. E si prevede un notevole sconto di pena per l’imputato. La corte di Cassazione ha infatti annullato la condanna a sei anni di reclusione inflitta in appello a Vincenzo Taglio – il fratello, Cosimo, è sotto processo per l’omicidio del vigilante Francesco Malcore, in una drammatica rapina ai Tamburi – per il possesso di droga.

I difensori di Taglio, avvocati Salvatore Maggio e Patrizia Boccuni, davanti ai giudici della suprema corte, sono riusciti a far emergere la ‘difformità’ tra la pena inflitta all’imputato e la recente legge sul possesso di sostanze stupefacenti. Un’eccezione che evidentemente era più che fondata, visto che la Cassazione ha annullato la condanna e disposto che venga celebrato un nuovo processo, in cui non si potrà non tener conto della nuova normativa. E per Taglio un’ipotetica pena sarà decisamente più bassa dei sei anni a cui era stato condannato.

Come noto, era stata la Corte Costituzionale a bocciare la legge Fini-Giovanardi che equiparava droghe leggere e pesanti: nella norma di conversione furono inseriti emendamenti estranei all'oggetto e alle finalità del decreto. Con la decisione è tornata in vigore la legge Iervolino-Vassalli come modificata da referendum del '93, che prevede pene più basse per le droghe leggere. Le nuove norme in materia di droga, erano state inserite con un emendamento, in fase di conversione, nel decreto legge sulle Olimpiadi invernali di Torino del 2006. A sollevare la questione di legittimità era stata la terza sezione penale della Cassazione. Cancellata la norma con cui si erano parificate "ai fini sanzionatori" droghe pesanti e leggere: con la Fini-Giovanardi erano state elevate le pene, prima comprese tra due e sei anni, per chi spaccia hashish, prevedendo la reclusione da sei a venti anni.

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