Cronaca

La Finanza setaccia i fondi della Provincia


TARANTO – Al setaccio i fondi pubblici che passano dalla Provincia. Per capire se quello di Giuseppe Capuzzimati è stato il colpo di un singolo, oppure se nella “falla”, per dirla con il gip Marino Rosati, si siano infilati altri. Non si ferma l’inchiesta diretta dal pubblico ministero Maurizio Carbone esplosa mercoledì con l’arresto del funzionario accusato di aver fatto la cresta sui soldi destinati alle imprese danneggiate da alluvioni e calamità naturali. Anzi, l’arresto di Capuzzimati e le sue spiegazioni hanno insinuato ulteriori dubbi negli investigatori della Finanza. Già perchè l’uomo continua a ripetere di aver fatto tutto da solo.

E di aver nascosto le sue manovre anche alla moglie, indagata a piede libero, alla quale raccontava che quel fiume inaspettato di denaro era il frutto di colpi di fortuna al lotto. Ma la realtà è che le delibere in cui lui inseriva il nome della moglie tra i beneficiari dei contributi, venivano vagliate anche da altri. O almeno così doveva essere. E non a caso nella contestazione che gli viene rivolta si fa riferimento ad altre persone che potrebbero aver fatto da sponda al raggiro. In più durante la perquisizione domiciliare effettuata il giorno dell’arresto, i militari hanno ritrovato alcune delibere originali. E’ possibile che questo funzionario timido e silenzioso, stando a quello che dicono i suoi colleghi, abbia potuto agire indisturbato. Al punto da far sparire in maniera grossolana quasi settecentomila euro con annessa documentazione, che poi in larga parte non si trova. E se questo è avvenuto una volta è possibile che di queste falle nei controlli abbiano approfittato anche altri? Il dubbio è legittimo. E c’è da giurare che non resterà senza risposta. Perchè, stando a quanto si è appreso, il magistrato inquirente ha da tempo disposto tutta una serie di accertamenti sui fondi regionali che vengono gestiti dalla Provincia. Insomma si vuole comprendere se quello della cresta, negli uffici della Provincia, fosse solo il vizio di un singolo, oppure un’abitudine diffusa. Per capirlo, ovviamente, i militari scandaglieranno le pratiche gestite dall’ente locale. Delibere con le quali sono stati sdoganati i pagamenti di contributi e finanziamenti. E i controlli, come si accennava, si allargheranno a tutti i rami dell’amministrazione e i settori che prevedono l’erogazione di denaro pubblico.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche