20 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 20 Ottobre 2020 alle 06:40:48

Cronaca

Ilva, Gnudi “salta” Taranto. Si presentano solo i commissari Carrubba e Laghi

Niente blocchi dell’indotto, mentre in fabbrica è cominciato alle 7 di stamattina lo sciopero indetto dell’Usb


E’ iniziato alle 7 di oggi lo sciopero ad oltranza dei lavoratori dell’Ilva aderenti al coordinamento provinciale dell’Usb per sostenere la protesta dei lavoratori dell’indotto che manifestano a Taranto con assembramento davanti al Municipio, lamentando il ritardo nel pagamento degli stipendi e l’assenza di garanzie sul loro futuro occupazionale.

Niente blocchi, comunque, oggi. In città sono arrivati i commissari Carrubba e Laghi, ma non Piero Gnudi, per incontrare autorità, Confindustria e sindacati. Stamattina incontri in Prefettura ed a Palazzo di Città con il prefetto Guidato ed il sindaco Stefàno.

“La mancanza di sensibilità del governo e delle forze politiche rispetto alla tragica situazione – sostiene l’Usb – emerge chiaramente ogni minuto di più. I lavoratori delle ditte dell’appalto sono quelli che da più di due anni subiscono sulla loro pelle gli effetti dello scellerato comportamento dei Riva e rischiano di pagare il prezzo salatissimo dei danni fatti da altri”. Oltre allo sciopero, l’Unione sindacale di base ha organizzato un presidio permanente davanti alle portinerie della fabbrica.

Intanto, L’azienda dice sì alla prosecuzione dei contratti di solidarietà per i lavoratori dell’Ilva. E per avviare la procedura è ora necessario solo il via libera del ministero del Lavoro. Ha portato frutto il primo incontro nella sede Ilva di Roma fra i sindacati e i tre commissari straordinari Piero Gnudi, Corrado Carrubba e Enrico Laghi dopo il passaggio del polo siderurgico all’amministrazione straordinaria.

Il tavolo, che era stato proprio convocato per predisporre gli ammortizzatori necessari per tutelare il lavoro e consentire ai dipendenti di affrontare l’anno più duro, si è concluso con l’indicazione a proseguire i contratti di solidarietà con i numeri attuali. I commissari hanno anche garantito il pagamento degli stipendi di gennaio e confermato l’impegno a trovare le risorse per i lavoratori degli appalti, su questo tema c’è attesa per la conversione in legge del decreto di dicembre che sbloccherebbe delle risorse per Taranto.
Quanto ai fondi Fintecna, i commissari hanno riferito  ai sindacati che per il via libera dei 150 milioni previsti è necessaria una modifica al decreto Ilva. La modifica potrebbe arrivare con gli emendamenti che devono essere presentati oggi.

Il confronto è partito dal contesto difficile dell’Ilva. Con il fermo a Taranto dell’Altoforno 5 (il più grande d’Europa) ci sarà un forte ridimensionamento della produzione con perdite stimate da Confindustria pari a 500 milioni. Il calo di produzione comporterà il ricorso agli ammortizzatori sociali per un numero significativo degli addetti. La cifra prevista dall’azienda sarebbe superiore ai 5.000 addetti, spalmati su tutti i siti Ilva ma è un numero che i sindacati sono fortemente determinati a ridurre, anzi il segretario nazionale della Uilm Rocco Palombella non vuole nemmeno sentir parlare di questa cifra. “Da stasera è bene che non si parli più di 5.000 unità nè di Cassa integrazione straordinaria” ha affermato arrivando all’incontro. I commissari hanno però rinviato il problema spiegando che non essere in grado, ora, di stimarne l’entità.

Durante la riunione il leader della Fim Cisl Marco Bentivogli ha fatto notare che “se si aspetta qualche settimana a spegnere l’Altoforno 5 si può riuscire a far ripartire l’Altoforno 1.

Questo consentirebbe di mantenere un certo livello di produzione e di conseguenza tenere molte più persone in attività”. Certo per questo occorrono fondi e subito, non si possono aspettare i mesi necessari per costituire la newco a partecipazione pubblica che si favoleggia da mesi e di cui l’unica traccia concreta, al momento, è la società “per la patrimonializzazione e la ristrutturazione delle imprese” previsto dal decreto “investment compact” che potrebbe essere utilizzata per l’Ilva.

Uilm, Fim-Cisl e Fiom puntavano proprio ai contratti di solidarietà a rotazione. “Sono già stati fatti per la Lucchini e sono stati attivati già da un anno e mezzo” ha detto il segretario generale della Uilm Mario Ghini all’incontro. Il caso Lucchini è quindi, per il sindacato, il precedente cui ispirarsi posto che negli ultimi giorni da parte dell’azienda sarebbero emerse perplessità di tipo normativo in quanto nè la Marzano nè il decreto Ilva fanno esplicito riferimento ai contratti di solidarietà. Nel caso della Lucchini, ha sottolineato Ghini, per mettere i lavoratori in solidarietà fu sufficiente l’accordo siglato al Ministero del Lavoro fra la Lucchini in A.S. e i sindacati.

Durante l’incontro con i commissari i sindacati hanno manifestato anche la preoccupazione per la crisi di liquidità in cui versa ancora l’Ilva.

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