Cronaca

Anche Taranto celebra i duecento anni dalla nascita di don Bosco

I festeggiamenti sono iniziati domenica scorsa, mentre da stasera si entra nel vivo. Sabato sera c’è la concelebrazione con il Vescovo


Sono iniziati domenica scorsa i festeggiamenti in occasione del Bicentenario di San Giovanni Bosco con la serata odierna che vedrà di scena presso l’omonima parrocchia sita in via Umbria alle ore 18.30 lo spettacolo Triduo, presieduto da don Giampaolo Roma, quindi un’ora dopo la tavola rotonda vocazionale “Scelti e mandati” presso la tavola rotonda vocazionale con la partecipazione di Sdb, Fma, Acs, coppie e giovani. In scaletta vi saranno quindi altri eventi domani sera, ore 18.30 con Triduo ed alle 20 con “C’è qui un ragazzo” che sarà curato da Mgs ed Mgd, momento di Evangelizzazione e Veglia di Adorazione presso la Concattedrale.

Nella giornata di sabato, che coinciderà proprio con la data di anniversario di Don Bosco, vi sarà la Celebrazione Eucaristica partecipata con la scuola Fma e le scuole a lui intitolate alle ore 11.

Nel pomeriggio, ore 18, prevista la Concelebrazione presieduta dal Vescovo Mons. Filippo Santoro e marcia per le strade “Sui passi di Don Bosco” e serata in festa.
Domenica primo febbraio conclusione quindi con Pranzo comunitario, alle ore 13 presso il Ristorante “Palamazzola”. Don Bosco ha sempre ritenuto la vera educazione un “ministero”, una “missione”, quindi un porsi come “ministri e missionari” al servizio della persona con annessi stimoli.

“La prima felicità di un fanciullo” parole sue testuali “è il sapere di essere amato” ed il “contrario la sua più grande disgrazia o tristezza è il non sentirsi a sua volta amato”.
Se lo si tratta male o lo si trascura come “un oggetto qualsiasi da buttare” si sentirà quindi aggreditio o non amato, visto che l’amore vero cerca costantemente il fratello, il figlio, l’alunno, lo accetta come è coi lati positivi e negativi.

Prevenire il male è quindi sempre meglio che curarlo, prevenire è salvare, educare, così come educare è servire ed amare è “farsi prossimo”, farsi prossimo è promuovere.
Solo chi ama “coi fatti nella verità” educa e promuove.

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