18 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Aprile 2021 alle 17:24:06

Cronaca

Maxi evasione fiscale. Nei guai il re dell’auto


TARANTO – Il re dell’auto, Enzo DAddario, nei guai per una maxi evasione fiscale. I militari della Guardia di Finanza gli hanno sequestrato un palazzo per oltre quattro milioni e mezzo di euro. Sono stati i militari del Nucleo di Polizia Tributaria, diretti dal maggiore Giuseppe Micelli a eseguire il provvedimento di sequestro preventivo “per equivalente” , firmato dal giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Taranto, dottoressa Patrizia Todisco su richiesta del sostituto procuratore, dottoressa Filly Di Tursi.

Il sequestro scattato nei confronti di un noto imprenditore che opera nel settore del commercio di autoveicoli ha riguardato un elegante palazzo a cinque piani situato nel centro di Taranto. Il provvedimento firmato dal gip rappresenta la diretta conseguenza di una verifica fiscale eseguita dalle Fiamme Gialle del Comando provinciale di via Scoglio del Tonno, nel corso della quale sono stati accertati, per i periodi d’imposta che vanno dal 2009 al 2011, mancati versamenti di Iva e di ritenute per un importo di quattro milioni emezzo di euro. Al rappresentante legale della società sono state contestate violazioni penali degli articoli 10-bis (omesso versamento di ritenute certificate), 10-ter (omesso versamento di Iva e 10-quater (indebita compensazione) del decreto legislativo 74/2000.Per tali reati, infatti, la norma consente l’applicazione del sequestro preventivo funzionale alla confisca per equivalente di beni per un valore pari al profitto del reato, e nel caso specifico corrispondente alle imposte che sarebbero state evase dal re dell’auto. In settimana un altro maxi sequestro della Guardia di Finanza ad un altro imprenditore dell’auto, un 33enne di origini napoletane titolare di due rivendite di auto situate a Grottaglie.Sotto chiave ben quarantaquattro macchine di media e grossa cilindrata. Sigilli messi dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza a due complessi aziendali, costituiti da una società a responsabilità limitata e da una ditta individuale, a quote societarie, a un appartamento situato nella città delle ceramiche, a diversi beni mobili e a disponibilità finanziarie, per un valore di due milioni di euro. Il 33enne di origini campane avrebbe anche attribuito fittiziamente alla moglie, la cui disponibilità di redditi era praticamente nulla, la titolarità di un appartamento.

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