22 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Settembre 2021 alle 19:54:00

Cronaca

Un plebiscito per Sergio Mattarella. E’ il 12esimo Presidente della Repubblica

Il predecessore Napolitano: Un risultato superiore alle aspettative


ROMA – Con la quarta votazione a Camere congiunte (integrate dai delegati regionali), Sergio Mattarella diventa il nuovo presidente della Repubblica italiana.

Ieri Matteo Renzi aveva auspicato "la più ampia convergenza" sul nome del giudice costituzionale ed ex ministro della Difesa e oggi ha subito augurato al capo dello Stato "buon lavoro". Buon lavoro, Presidente Mattarella! Viva l'Italia il tweet di Renzi. Stamani era stato Giorgio Napolitano a sottolineare: "E' importante la più ampia convergenza su di lui, è sempre importante avere grandi numeri. La convergenza è certamente importante per rafforzare il consenso e dare una caratterizzazione che non abbia a che vedere con questioni tattiche politiche contingenti. Area popolare aveva ragione ad essere polemica, ma hanno assai più ragione per la scelta che si realizzerà stamattina".

Parole che l'ex capo dello Stato pronuncia dopo aver depositato nell'urna la propria indicazione di voto per il successore al Quirinale: "La mia presenza qui è doverosa – aggiunge, e su Mattarella racconta: "Lo conosco sul piano dell'assoluta lealtà e correttezza, sensibilità e competenza istituzionale e certamente dell'imparzialità. Caratteristiche importantissime per disegnare la figura del capo dello Stato".

Lo stesso ex presidente ha detto, ad elezione di Mattarella acquisita, che il risultato è “superiore alle aspettative” e questo è un “salti di qualità della politica”. Un'elezione, quella del giudice costituzionale Mattarella, che secondo Enrico Letta "allunga la legislatura e aiuta le riforme".

Fino alla fine si sono contati i possibili numeri immaginando che l'obiettivo potesse essere tranquillamente centrato.

A seguito dell'appello del premier, infatti, l'Ncd del ministro Angelino Alfano ha dato il contrordine e detto sì a Mattarella. Ma i mal di pancia interni si sono sprecati e i malumori sono usciti subito allo scoperto.

In disaccordo con la svolta, il capogruppo di Area popolare a Palazzo Madama, Maurizio Sacconi, ha presentato le dimissioni da presidente dei senatori di Ncd. L'ex ministro, infatti, era stato fra i più convinti, nei giorni scorsi, a non cedere al candidato presentato dal Pd.

In mattinata, prima dello scrutinio, la riunione dei gruppi di Area popolare aveva sancito ufficialmente il via libera – senza unanimità e con lo stesso Sacconi assente – al candidato unico lanciato dal Pd di Renzi.

I grandi elettori di Ncd e Udc si sarebbero espressi per alzata di mano. E il pollice verso sarebbe arrivato da cinque moderati: Barbara Saltamartini (che voterà scheda bianca e che si dimetterà da portavoce di Ncd), Gabriele Albertini, Antonio Azzolini, Carlo Giovanardi e il viceministro Enrico Costa. Ma non è tutto: anche Nunzia De Girolamo, presidente dei deputati di Ncd, avrebbe espresso irritazione per il cambio di linea e starebbe valutando l'ipotesi di lasciare l'incarico di capogruppo a Montecitorio.

"Voteremo Mattarella – ha poi dichiarato il parlamentare Fabrizio Cicchitto – perché il problema non è mai stato costituito da lui, che ci auguriamo sia un presidente al di sopra delle parti come lo è stato Napolitano. Poi si aprirà una discussione sul metodo adottato da Renzi, che ha causato una serie di problemi".

A ruota è stato lo stesso Alfano a spiegare: "Alla fine, anche grazie alle parole di Renzi di ieri, abbiamo scelto di far prevalere la persona giusta rispetto al metodo sbagliato.
La nostra scelta riguarda una persona che ha i requisiti di probità, di capacità, di alto livello istituzionale".

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