16 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Giugno 2021 alle 18:41:07

Cronaca

“Vigili, così si rischia la paralisi”

I consiglieri Capriulo, Liviano e Venere: “Con il nuovo regolamento regionale più ‘graduati’ ed un numero inferiore di agenti in strada”


Tutti ufficiali, nessun “soldato”: rischia di configurarsi così il Corpo della Polizia Locale di Taranto, secondo i consiglieri comunali Dante Capriulo, Gianni Liviano e Francesco Venere. Spiegano, infatti, i tre consiglieri: “Apprendiamo che è in fase di approvazione dalla Regione Puglia, ai sensi dell’art. 12 l.r. 37/2011, il nuovo regolamento relativo ai distintivi di grado della polizia locale. Tale regolamento prevede che gli enti locali adeguino i propri modelli organizzativi alle disposizione del suddetto regolamento regionale entro e non oltre 6 mesi dalla sua approvazione. In particolare i gradi previsti nel nuovo regolamento riguardano ruoli dirigenziali, funzioni di coordinamento o controllo e funzioni di servizio”.

Quindi, il nocciolo della questione: “L’approvazione del regolamento regionale comporterebbe il serio rischio di valorizzare un numero elevato di commissari capi sottraendo come conseguenza del personale dall’attività di impiego diretto. La conseguenza sarebbe la contrazione di tanti servizi resi alla Cittadinanza tenendo conto che l’organico della Polizia Locale è notoriamente sottodimensionato rispetto all’esigenze di una città come Taranto. Chiediamo al sindaco ed al comandante della Polizia Locale di tenere anche conto che l’approvazione tout court del regolamento, e l’automatica promozione al ruolo di ‘commissari’ degli aventi diritto, avrebbe, come ulteriore conseguenza anche la penalizzazione di quel personale che, pur essendo in possesso di titoli adeguati, non potrebbe aspirare all’organizzazione di concorsi. Alla luce di quanto esposto si chiede di attivarsi presso la regione Puglia per evitare che i nuovi modelli organizzativi derivanti dal regolamento penalizzino da un lato l’efficacia e l’efficienza del servizio dei vigili e dall’altro inficino l’auspicio di equità di trattamento del personale”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche