12 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 12 Maggio 2021 alle 06:11:00

Cronaca

Latte e carne a prezzi industriali troppo bassi, le aziende tarantine in ginocchio

La Confederazione degli agricoltori annuncia lo stato di agitazione e paventa l'ipotesi del blocco delle forniture


La CIA Confederazione Italiana Agricoltori di Taranto, in una nota, «evidenzia lo stato di profonda crisi in cui versa il settore zootecnico, a causa dei prezzi molto bassi di latte e carne».

«L’attuale prezzo del latte – spiega la Cia Taranto -, varia da 0,375 a 0,390 centesimo al litro; circolano voci di una ulteriore riduzione a far data dal primo di aprile, che potrebbe portare il prezzo a 0,340 centesimi. Si mette in risalto che i costi per produrre oscillano da 0,360 a 0,380 centesimi per litro, in funzione della disponibilità in azienda di foraggio, paglia e acqua. Al contrario invece, il prezzo di vendita al consumatore del latte e dei suoi derivati non ha subito alcuna riduzione; per cui non si comprende il motivo che ha spinto gli industriali trasformatori ad abbassare il prezzo pagato alla stalla».

«Per le carni invece – aggiunge il comunicato – non esiste mercato, in quanto la maggior parte del prodotto venduto nelle macellerie proviene da importazioni. Un vitello di 20 giorni di vita e con un peso di 60/70 kg viene venduto a 20 euro; fino a qualche mese fa veniva venduto 100/150 euro. Invece, le vacche di fine carriera che fino a qualche mese fa erano vendute a circa 600 euro per capo, oggi si vendono a 200/300 euro. Da sottolineare che la maggior parte dei vitelli sono utilizzati dalle industrie di trasformazione per produrre mangime per cani e gatti. La produzione di latte prodotto dalle mucche in tutta la regione Puglia nella campagna 2013/2014 è stata pari a 3.512 quintali corrispondenti ad un numero di 2300 aziende. Oltre il 70% sono ubicate nelle province di Taranto e Bari. Negli ultimi tre anni c’è stata una drastica riduzione di aziende zootecniche pari a circa il 20%. Gli allevatori che hanno contratto mutui a lungo termine per adeguarsi alle norme igienico sanitarie e per acquistare le quote di produzione, ma oggi non sono più in grado di onorare gli impegni a causa di questa situazione che si è generata».

«La CIA di Taranto – conclude – invita il Governo Nazionale, la Regione Puglia, il Presidente Niki Vendola e l’Assessore Fabrizio Nardoni a convocare il tavolo della filiera e ad intervenire in maniera tempestiva, con provvedimenti concreti, perché la situazione è davvero drammatica. La CIA di Taranto preannuncia sin d’ora lo stato di agitazione delle aziende zootecniche, che potrebbe sfociare oltre che in manifestazioni di protesta, al blocco delle forniture del latte alle industrie di trasformazione».

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