22 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Settembre 2021 alle 10:52:00

Cronaca

La crisi del Siderurgico, settimana decisiva a Roma

I correttivi al decreto-Ilva. Prosegue la protesta degli autotrasportatori


Prosegue – siamo alla terza settimana – la protesta degli autotrasportatori dell'indotto Ilva, che presidiano con i propri tir la portineria imprese dello stabilimento di Taranto per rivendicare il pagamento delle spettanze arretrate. Alcuni fondi potrebbero essere sbloccati con la costituzione della nuova Ilva, ma le imprese dell'autotrasporto sono ormai allo stremo e chiedono pagamenti in contanti perchè senza liquidità non possono garantire nemmeno l'acquisto del carburante. Molti operatori hanno i mezzi prossimi al blocco da parte di Equitalia in quanto, non percependo i crediti dal giugno scorso, non hanno potuto procedere al versamento delle imposte. L'agitazione  ha per il momento toni 'soft' (le materie prime agli altoforni vengono garantire) per i vari emendamenti migliorativi presentati al decreto Ilva che attendono di essere discussi dalle Camere.

Da questa settimana le commissioni Industria e Ambiente di Palazzo Madama riunite inizieranno a esaminare gli emendamenti al decreto Ilva-Taranto. Dopo le audizioni delle scorse settimane i senatori hanno recepito gran parte dei suggerimenti migliorativi proposti durante le audizioni. Sono state accolte in particolare le osservazioni fatte dal procuratore aggiunto di Milano, Francesco Greco, dal commissario straordinario Piero Gnudi (nel frattempo riconfermato dal Mise fra i componenti del collegio commissariale dell'amministrazione straordinaria) e dai vertici di Cassa Depositi Prestiti, Francesco Bassanini e Giovanni Gorno Tempini.

Nell'emendamento presentato dal presidente della Commissione Industria Massimo Mucchetti vengono previste alcune misure per soddisfare le condizioni poste dai giudici di Zurigo per sbloccare i fondi Riva attualmente sotto sequestro. La modifica prevede la possibilità per l'Amministrazione Straordinaria di emettere obbligazioni a garanzia dei fondi sequestrati, queste obbligazioni godrebbero della prededucibilità. L'emendamento prevede anche che, in caso di avanzo, i fondi Riva, vincolati per legge all'attuazione del Piano Ambientale, debbano essere impiegati per finanziare investimenti per la sicurezza del lavoro e per la bonifica dell'ambiente.

L'ammontare dei fondi sarebbe vicino ai 2 miliardi: circa 150 milioni sono – come riferito da Greco – già in Italia presso la banca Aletti, poco più di un miliardo sono sequestrati in trust gestiti dalla banca Ubs, negli ultimi giorni i giudici di Milano hanno individuato presso altri conti esteri fondi Riva per altre 700 milioni di euro, un tesoretto che, se ben gestito, potrebbe garantire il rilancio dell'Ilva. Per questo il Procuratore Greco aveva suggerito ai senatori di prevedere organi di controllo sull'utilizzo del “fiume di soldi che si riverserà sull'Ilva” e di conseguenza su Taranto. Sempre seguendo la scia del denaro, un altro emendamento presentato dal Pd, faciliterà la chiusura del contenzioso Fintecna-Ilva e il trasferimento dei 150 milioni della controllata da Cdp, all'amministrazione straordinaria, tenendo Fintecna, per legge, definitivamente fuori da qualunque contenzioso ambientale relativo all'Ilva. Il senatore Salvatore Tomaselli, relatore al decreto, ha poi presentato un emendamento, molto importante per le Pmi di Taranto e per i fornitori dell'Ilva, che destina 24 milioni del fondo di garanzia delle Pmi a sostegno delle aziende dell'indotto. Grazie all'effetto leva l'ammontare finale sarà di circa 150 milioni.

Un altro punto molto sensibile affrontato dagli emendamenti presentati è quello dei tempi per l'attuazione delle prescrizioni del piano ambientale. Con un emendamento, sempre del Pd, è stato fissato al luglio 2016 il termine entro il quale i lavori dovranno essere ultimati. Termine che mancava nel decreto della vigilia di Natale. L'obiettivo dei senatori è quello di fare in fretta, come ha chiesto il consigliere straordinario di Matteo Renzi Andrea Guerra.  Passato l'esame delle commissioni il provvedimento potrebbe arrivare in aula già a partire dal 10 febbraio per poi passare

“Con la pubblicazione degli emendamenti, scaturiti delle audizioni in Commissione Industria del Senato e dalle proposte di deputati e senatori del Pd, il decreto 1/2015 in favore dell’Ilva e di Taranto viene decisamente migliorato”. E’ quanto dichiara il consigliere regionale del Pd, Michele Mazzarano. “Gli emendamenti affrontano le criticità emerse in queste settimane. Il più importante  istituisce una destinazione di 24 milioni di Euro del fondo di garanzia delle PMI per sostenere la liquidità delle aziende dell’indotto, il cui effetto leva porterà ad una destinazione complessiva di 150 milioni di euro”.

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