18 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Settembre 2021 alle 21:07:14

Cronaca

Processo “Scarface”, non fu associazione mafiosa. La sentenza

Si ridimensionano in Appello le accuse e arrivano anche assoluzioni e sconti per i presunti “big”


Non ci fu associazione mafiosa, viene dunque rigettato l’appello proposto dal pm Coccioli e convalidato quanto sentenziato in primo grado: il processo “Scarface” (“La nuova mala”, così ribattezzata) rientra nell’alveo di un’associazione semplice addebitata a tre degli imputati, Massimiliano Gargiulo, Giuseppe Florio e Vincenzo Romano, assolto invece Salvatore De Vincentis, difeso dall’avvocato Pasquale Blasi).

Per quasi tutti arrivano anche “sconti” di pena. Ma eccola, di seguito, la sentenza emessa ieri dalla Corte d’Appello di Lecce.

… quanto a Salvatore De Vincentis, assolve lo stesso dai reati ascrittigli ai capi:

A) così come riqualificato dal giudice di primo grado nel delitto di cui all’art. 416/2 c.p. e B) della rubrica per non aver commesso il fatto e per l’effetto, elimina le relative pene in aumento pari a complessivi anni due di reclusione ed ad euro 1.000 di multa: riduce la pena relativa al reato sub L), con la già ritenuta recidiva, ad anni quattro, mesi cinque, giorni dieci di reclusione ed euro 1.500 di multa e per l’effetto, elimina la pena accessoria della interdizione legale e sostituisce quella dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici con l’interdizione temporanea per anni cinque;

Emanuele Vincenzo Cavallo: assolve lo stesso dal reato ascrittogli al capo AS) della rubrica per non aver commesso il fatto;

quanto a Cristiano Ottomano, ritenuto il reato di cui al capo CB) della rubrica assorbito in quello sub AP) ridetermina la pena a suo carico in anni quattro e mesi sei di reclusione ed euro 9.000 di multa e, per l’effetto, elimina la pena accessoria dell’interdizione legale e sostituisce quella dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici con l’interdizione per anni cinque;

Marcello Macchitella: riduce la pena a suo carico in relazione ai reati ascrittigli al capo B) della rubrica, ad anni due di reclusione;

quanto a Giuseppe Tricchinelli riduce la pena a suo carico in relazione ai reati ascrittigli al capo B) della rubrica ad anni due e mesi tre di reclusione;

quanto a Giuseppe Scarciglia, alla luce della vigente formulazione della norma incriminatrice di cui all’art. 7 comma V DPR 309/90 ridetermina la pena a suo carico, con la già ritenuta recidiva e tenuto conto della unicità dei reati di cui ai capi CE ) e BF), in anni cinque, mesi quattro di reclusione ed euro 2.500 di multa e per l’effetto, elimina la pena accessoria della interdizione legale e sostituisce quella dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici con l’interdizione temporanea per anni cinque;

quanto a Luigi Maiorino, circoscrive la colpevolezza dello stesso quanto al capo CJ) ai soli fatti successivi all’arresto del Romano, conformemente al capo d’accusa e per l’effetto, elimina la metà dell’aumento apportato complessivamente per detta imputazione, in concreto, pari a mesi otto di reclusione ed euro 200,00 di multa, così residuandoa  carico del prevenuto, per i restanti addebiti, la pena di anni otto, mesi quattro di reclusione ed euro 2.600 di multa;

quanto a Nicola Pedona, circoscrive la colpevolezza dello stesso quanto al capo CJ) ai soli fatti successivi all’arresto del Romano, conformemente al capo d’accusa e per l’effetto, elimina la metà dell’aumento apportato complessivamente per detta imputazione, in concreto pari a mesi otto di reclusione ed euro 200,00 di multa; qualifica il fatto di reato di cui al capo CA) ai sensi dell’art. 73, comma V, DPR 309/90, nella sua vigente formulazione e tenuto conto altresì, quando al capo BQ) delle sopraggiunte modifiche normative della disposizione incriminatrice, ridetermina la pena a suo carico in anni otto, mesi dieci di reclusione ed euro 3.000,00 di multa;

Giuseppe Gatta: ridetermina la pena a suo carico in relazione al reato sub BI) alla luce della vigente formulazione della norma incriminatrice e con la ritenuta recidiva, in anni due, mesi uno di reclusione ed euro 3.500 di multa ed elimina le pene accessorie applicate nei suoi confronti;

Ignazio Taurino: ridetermina la pena a suo carico in relazione al reato sub BY) alla luce della vigente formulazione della norma incriminatrice e con la ritenuta recidiva, in anni uno, mesi tre di reclusione ed euro 2.000 di multa ed elimina le pene accessorie applicate nei suoi confronti;

quanto a Calogero Bonsignore ridetermina la pena a suo carico in relazione al reato sub CD) alla luce della vigente formulazione della norma incriminatrice e con la ritenuta recidiva, in anni uno, mesi tre di reclusione ed euro 2.000 di multa ed elimina le pene accessorie applicate nei suoi confronti;

Egidio Scarci: riduce la pena a suo carico in relazione ai reati ascrittigli al capo B) della rubrica, ad anni due e mesi tre di reclusione;

Capozza Giovanni: riduce la pena inflittagli ad anni quattro e mesi quattro di relcusione, ferma la multa ad euro 2.800;

quanto a Cosimo Mancone, circoscritta la sua responsabilità per i reati di cui al capo B) della rubrica a quelli inerenti alla compravendita Pricci-Palombella, nonchè ai fatti di falso di cui alla data del 31-10-2008, riduce la pena a suo carico ad anni due e mesi uno di reclusione;

Giulio Modeo: assolve lo stesso dal reato ascrittogli per non aver commesso il fatto; quanto a Nicola Gaeta assolte lo stesso dal residuo reato ascrittogli al capo CT) perchè il fatto non sussiste;

assolve Alfonso Sansone dal reato di cui all’art.9 L.497/74, ritenuto di fatto dal Tribunale assorbente della totalità di imputazione di cui al capo S) della rubrica, perchè il fatto non sussiste, con conseguente autonomia del contestato addebito ex art.10  e 14 L.497/74 di cui dichiara l’imputato colpevole, limitatamente alla detenzione illegale di un fucile semiautomatico a sei colpi e delle cartucce marca Brenneke: dichiara non doversi procedere per intervenuta prescrizione, relativamente alla detenzione delle due spolette per ordigni esplosivi di cui al medesimo capo S); per l’effetto, previo assorbimento della imputazione di cui al capo W) in quella sub U), limitatamente alla sola detenzione di arma comune da sparo, ritenuto reato più grave il porto in luogo pubblico delle armi comuni da sparo di cui al capo W) con conseguente esclusione rispetto ad esso della ritenuta recidiva, ridetermina la pena a carico dell’imputato in anni quattro, mesi due di reclusione ed euro 1.500 di multa ed elimina le pene accessorie applicate nei suoi confronti.

quanto a Vincenzo Romano, assolve lo stesso perchè il fatto non sussiste, per l’effetto estensivo di cui all’art. 587 c.p.p. dal reato di cui all’art. 9 L. 497/74 sub S) come già precisato per la posizione dell’imputato Sansone con conseguente autonomia dell’addebito ivi contestato, ex.art. 10 e 14 L. 497/74 di cui si dichiara l’imputato colpevole, limitatamente alla detenzione illegale di un fucile semiautomatico a sei colpi e delle cartucce marca Brenneke; dichiara non doversi procedere per intervenuta prescrizione relativamente alla detenzione delle due spolette per ordigni esplosivi di cui al medesimo capo S) ; dichiara unificati per continuazione con i fatti di reato di cui al presente processo gli addebiti per i quali l’imputato ha riportato la condanna definitiva irrogatagli dalla Corte d’Appello di Lecce sezione di Taranto l’8-6-2009 (n.514/09 R.G. Sent.) determinando la pena complessiva a carico dello stesso appellante in anni trenta di reclusione;

Cataldo Ricciardi, Francesco Ricciardi, Anna Guarella e Francesco Presicci: assolve gli stessi dai delitti loro rispettivamente ascritti perchè il fatto non costituisce reato e per l’effetto, ordina il dissequestro e la restituzione agli aventi diritto dei beni confiscati ai sensi dell’art. 12 sexies D.L: 306/1992 convertito in legge n. 356/1992;

Assunta Esposito: assolve la stessa dal reato ascrittole al capo CU)  per quanto di competenza perchè il fatto non sussiste;

Cipriano Florio: assolve lo stesso dal reato ascrittogli al capo CU) per quanto di competenza perchè il fatto non sussiste, limitatamente agli addebiti concernenti la “Anema e Core” di Beranek Marie Antonie Sasha & C.s.a.s. l’acquisizione dell’immobile sito in Taranto alla via Puglia n.30 e l’acquisto dell’auto Mini Cooper tg. DE239EV e perchè il fatto non costituisce reato per le restanti condotte a suo carico;

quanto a Giuseppe Florio (difeso dall’avvocato Emidio Attavilla) assolve lo stesso perchè il fatto non sussiste dal reato di cui al capo K) della rubrica nonchè da quello di cui al capo CU) limitatamente agli addebiti concernenti alla “Anema e Core” di Beranek Marie Antonia Sasha & C. s.a.s., la “Anema e Core” di Florio Cipriano & C. s.a.s. l’acquisizione dell’immobile sito in Taranto, alla via Puglia n.30 e l’acquisto dell’autovettura Mini Cooper  tg. DE239EV  ed elimina per l’effetto, le relative pene; riduce la pena a carico dello stesso ad anni otto, mesi sette di reclusione ed euro 2.000 di multa;

quanto a Massimiliano Gargiulo, assolve lo stesso dai reati ascrittigli ai capi A) e B) della rubrica del procedimento penale riunito n.11251/2010 R.G.N.R. per non aver commesso il fatto ed elimina per l’effetto, le relative pene in aumento pari a complessivi mesi sei di reclusione, riduce la pena a carico dello stesso per i restanti reati, con la già ritenuta recidiva, ad anni ventuno di reclusione;

Michele Cicala: derubricato il reato di cui al capo D) della rubrica in fattispecie tentata, ritenuta l’unicità del fatto estorsivo di cui al capo A) del procedimento penale n.8035/2011 R.G.N.R. che, in accoglimento del proposto appello del PM, dichiara aggravato ai sensi dell’art. 7 L.203/1991 , ridetermina e riduce la pena a suo carico ad anno nove, mesi sei di reclusione ed euro 1.500 di multa.

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