23 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Aprile 2021 alle 15:06:21

Cronaca

Scovato il tritolo della mala


TARANTO – Tritolo e un fucile della mala pronti all’uso. E’ quanto hanno rinvenuto, nella tarda serata di ieri, i poliziotti della Squadra Mobile, alle periferia della città. Gli agenti in borghese della questura, diretti dal dottor Roberto Giuseppe Pititto, potrebbero aver sventato un attentato dinamitardo grazie al sequestro eseguito nelle campagne che circondano via Pietro Nenni, nel quartiere Paolo VI. Erano stati ben nascosti, sotto un albero, un fucile da caccia marca “Zanetti”, trenta cartucce calibro 17 ed un involucro contenente circa due chili e mezzo di esplosivo, completo di un detonatore con una miccia di circa 50 centimetri.

L’arma, dai successivi accertamenti, è risultata rubata nel 2010 a Bari. Sul posto ieri sera sono intervenuti l’artificiere della Polizia di Stato che ha provveduto alla rimozione dell’esplosivo e gli specialisti della Polizia Scientifica per i rilievi che potrebbero essere utili per risalire al custode del tritolo e del fucile in uso alla criminalità tarantina. Il tipo di esplosivo sarà comparato con quello repertato nei mesi scorsi durante i sopralluoghi eseguiti dalle forze dell’ordine dopo due attentati dinamitardi compiuti, nel giro di pochi giorni, ad un esercizio commerciale e a una officina meccanica. L’operazione di ieri a Paolo VI è una prima risposta delle forze di polizia dopo il vertice tenuto il 9 maggio scorso in Prefettura proprio sull’allarme attentati. E’ in atto una strategia unitaria con iniziative adeguate che mirano a tutelare la sicurezza pubblica. Al maxi vertice, presieduto dal prefetto Claudio Sammartino, hanno preso parte il procuratore capo presso il Tribunale di Taranto, Franco Sebastio, i dirigenti della Dia di Bari e Lecce, il Questore e i Comandanti provinciali di Carabinieri, Guardia di Finanza e Corpo Forestale dello Stato. Durante la riunione è stata fatta una approfondita analisi sul fenomeno degli attentati incendiari e dinamitardi nel capoluogo e in provincia.

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